ROMA – Sopravvissuti, testimoni e studiosi si ritroveranno insieme alla John Cabot University (Jcu) di Roma per commemorare il genocidio dei Tutsi del Ruanda, una delle più drammatiche pagine della storia recente, avvenuto esattamente 25 anni fa. “Ricordare, unire, rinnovare”: questo il titolo – e il significato – della manifestazione, che vuole richiamare alla memoria quanto accadde dal 7 aprile al 4 luglio del 1994 nel piccolo Paese dell’Africa orientale, quando un milione di persone – tra cui donne e bambini, famiglie intere – furono massacrate a colpi di machete, mazze chiodate e armi da fuoco.

L’incontro di domenica. L’appuntamento è per domenica 7 aprile, alle ore 15.45, presso l’Aula magna Regina della John Cabot University, via della Lungara 233, a Trastevere. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 7 aprile “Giornata internazionale di riflessione sul genocidio in Ruanda”. La manifestazione, a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari pubblici della Jcu, è organizzata da Ibuka Italia – Memoria e giustizia, un’Associazione composta da italiani e ruandesi residenti nel nostro Paese. “La prima missione della nostra associazione è quella di tenere viva la memoria del genocidio dei Tutsi: ibuka in ruandese significa ‘ricorda’. Fra i nostri obiettivi c’è anche quello di contrastare ogni forma di negazionismo o di revisionismo. Chiediamo inoltre giustizia, perché ci sono tantissimi responsabili di quegli atti orribili che vivono ancora liberi in diverse nazioni del mondo”, ha spiegato Honorine Mujyambere, presidente di Ibuka Italia.

Le partecipazioni. Alla commemorazione prenderanno parte Emanuela Del Re, viceministra agli Affari esteri con delega per l’Africa; Beata Ntamanyoma, presidente della diaspora ruandese in Italia, Annalisa Manta di Unric Italia; Lyal Sunga, già special investigator per il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; Angelique Rutayisire, sopravvissuta. Un particolare ricordo arriverà dalla famiglia Igihozo, gruppo di ex studenti scampati al genocidio. Chiuderà gli interventi Honorine Mujyambere. Aprirà i lavori il professor Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini per gli Affari pubblici della Jcu. Modererà Giuseppe Mazza.


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