Una petizione dal titolo #civediamoliberi  lanciata dalla Lav e una dolorosa video indagine realizzata sotto copertura da Essere Animali nel laboratorio di un’università italiana concorrono a chiedere la salvezza per sei macachi, destinati ad essere mutilati chirurgicamente nella capacità di vedere, infine soppressi, nell’ambito di una sperimentazione scientifica autorizzata e finanziata al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino che la conduce in collaborazione con l’Università di Parma. L’appello si rivolge a Giulia Grillo, ministro della Salute, reclamando la revoca dei permessi concessi agli atenei e la cessione degli animali a un’oasi di recupero.

“Per cinque anni gli animali saranno sottoposti a un training che prevede l’immobilizzazione forzata più volte al giorno, quasi tutti i giorni, assieme all’asportazione chirurgica di aree della corteccia visiva con lo scopo di renderli clinicamente ciechi” afferma la Lav. “Questo invasivo, doloroso e lungo esperimento dovrebbe servire a ricreare un modello animale per lo studio delle persone affette da blindsight, ovvero che abbiano perso la vista a causa di un danno cerebrale, e lo studio include volontari umani naturalmente portatori di questo tipo di cecità, i quali si sottopongono volontariamente a tecniche non invasive di rilevazione. Questo fa decadere ogni giustificazione del ricorso alle scimmie, di cui abbiamo chiesto ragioni e dettagli al Ministero della Salute con una richiesta di accesso agli atti più di un anno fa, senza però ricevere alcuna risposta.”

Dicono i ricercatori Luca Bonini per l’Università di Parma e Marco Tamietto, che per l’Università di Torino è principal investigator del progetto Light-up: “Gli animali non verranno accecati, sarà invece prodotta una macchia cieca, circoscritta a una zona di pochi gradi del loro campo visivo e limitata ad un solo lato, destro o sinistro. Tale operazione è necessaria e sufficiente per conseguire i risultati sperimentali. Al contempo, l’animale rimarrà in grado di vedere e spostarsi normalmente nell’ambiente, alimentarsi e interagire con i propri simili. Inoltre” aggiungono “il progetto Light-up è stato approvato e finanziato dallo European Research Council, l’ente di ricerca più prestigioso e rigoroso a livello europeo. Tutte le procedure e gli aspetti etici sono stati vagliati e autorizzati prima dal comitato etico dell’Unione Europea, poi dai comitati etici e dagli organismi per la tutela del benessere animale delle Università di Torino e Parma, infine dal Ministero della Salute.”Tutti gli organismi di valutazione etica e scientifica che hanno esaminato il progetto hanno infatti confermato che per raggiungerne gli obiettivi la sperimentazione animale è indispensabile, e hanno convenuto che i macachi sono l’unica specie utilizzabile. A differenza di altre scimmie meno evolute, l’organizzazione cerebrale del loro sistema visivo è la più comparabile a quello umano, consentendo così di estendere i risultati direttamente all’uomo.”    

La biologa Michela Kuan, responsabile nazionale Area ricerca senza animali per la Lav, ribatte: “Asportare una parte della corteccia visiva significa accecare l’animale che di fatto, al risveglio, non ci vede più. Il Ministero della Salute ha classificato questa sperimentazione con la più grave classe di dolore prevista, la sofferenza prolungata e terribile degli animali non è dunque una nostra opinione. Se le autorizzazioni etiche sono così esemplari, perché da oltre un anno ci si nega di prenderne visione? Ricordiamo che quasi metà del cervello di macaco non è significativamente simile a quello umano, infatti i circuiti corticali si evolvono in modo indipendente nelle diverse specie, e questo ci appare un significativo errore metodologico, mentre si dovrebbero implementare tecniche innovative sull’uomo quali TMS, fMRI, elettrocorticografia (ECoG)/elettroencefalografia intracranica (EEG), magnetoencefalografia (MEG), registrazioni con microelettrodi di insiemi di cellule o singole unità, cortico-Cortical Evoked Potentials, diffusion tensor imaging.”
 “In base alla legge vigente, il Ministero della Salute può autorizzare la sperimentazione sui primati non umani solo in casi eccezionali” dice Simone Montuschi, portavoce di Essere Animali “ciò nonostante, in base agli stessi dati ministeriali, negli ultimi anni le concessioni sono raddoppiate, fino a raggiungere 586 uccisioni di scimmie, e 580.073 animali in tutto, nel 2017. Per questo e a maggior ragione chiediamo che questo doloroso e superfluo esperimento sia subito fermato.”


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