È stata la segnalazione di una persona che un anno fa si è presentata in questura a Torino svelando un progetto di attentato nei confronti di Matteo Salvini a far partire le indagini della Digos che hanno portato alla scoperta di un arsenale di proporzioni incredibili, di cui faceva parte persino un missile. “Sono contento di essere stato utile per far scoprire la cosa, trovare questo missile – ha commentato il vicepremier Salvini – Sapevamo della segnalazione, era una delle tante minacce di morte che mi arrivano quotidianamente di cui non faccio pubblicità. In questi casi non sai mai se hai a che fare con un matto, con un mitomane, o qualcosa di serio. La segnalazione riguardava un gruppo ucraino che avrebbe voluto attentare alla mia vita. Abbiamo inoltrato la segnalazione, in questo caso evidentemente non era un matto, né un mitomane e sono contento che questa minaccia nei miei confronti sia servita a scoprire questo arsenale”.

Durante l’inchiesta, coordinata dalla procura di Torino, sono state intercettate le telefonate di un gruppo di miliziani andati a combattere in Ucraina ed è dai loro contatti che è spuntato il nome di Fabio Del Bergiolo, 60 anni, di Gallarate. Un uomo che non nasconde la sua ideologia filo-nazista, a giudicare dalla quantità di simboli inneggianti a Hitler è alle Ss trovati nella camera da letto, dove teneva armi ovunque, anche sotto al letto. Sulla rete di filo-nazisti su cui gli investigatori torinesi hanno lavorato, il ministro dell’Interno ha detto:”Sono contento e ringrazio le forze dell’ordine quando fanno il loro lavoro contro filo-comunisti, filo-nazisti, filo-chiunque”.

È ripresa questa mattina la perquisizione nell’ hangar all’interno dell’aeroporto di Voghera a Rivanazzano, dove mercoledì è stato trovato il missile aria aria sequestrato dalla Digos di Torino. E’ stata ingaggiata una ditta specializzata per svuotare gli scaffali alti 10 metri e  zeppi di  materiale bellico che dovrà essere analizzato insieme all’esercito italiano.  Servirà almeno una settimana ad analizzare tutto. E’ stato, infatti, rinvenuto altro materiale militare. Intanto è fissato per giovedi l’interrogatorio di Fabio Del Bergiolo, l’uomo accusato di essere l’intermediario incaricato della vendita del missile. Sono in tutto quattro gli indagati nella costola di indagine della Digos torinese sui mercenari italiani partiti  per combattere nella regione ucraina del Donbass.

È stato lo stesso Del Bergiolo a spiegare che il missile e le altre armi erano stati spostati circa due mesi prima da Oriolo, sempre vicino a Voghera. Le indagini della Digos che coinvolge quattro procure diverse si stanno concentrando ora per ricostruire la provenienza del missile, acquistato da una quarta persona, un milanese  che al momento non risulta indagato che a sua volta lo aveva comprato in Italia.


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