“Non faccio liste” di proscrizione dei giudici. Matteo Salvini torna sulle polemiche di ieri dopo gli attacchi ai magistrati di Firenze e Bologna: “Pprendo atto del fatto che, su migliaia di giudici che fanno onestamente il loro lavoro, qualcuno invece fa politica, scrive libri va a convegni a favore delle porte aperte per l’immigrazione – ha detto il ministro dell’Interno intervenendo al programma Mattino 5 su Canale 5 – È normale che un giudice va ad un convegno che è uno spot per l’immigrazione di massa e poi giudica la politica del ministero dell’Interno?”. 

Nel mirino del vicepremier erano finite tre magistrate in particolare che avevano espresso parere negativo su suoi provvedimenti: Luciana Breggia, presidente della sezione per l’immigrazione del tribunale di Firenze, Rosario Trizzino, del Tar sempre del capoluogo toscano, e Matilde Betti, presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna. Su di loro Salvani ha dato mandato ai suoi uffici di verificare partecipazioni a presentazioni di libri, collaborazioni a riviste, persino la posizione in platea accanto a esponenti delle Ong in occasione di manifestazioni pubbliche. 

“Se fai il giudice – sostiene il vicepremier – devi essere imparziale, se vuoi fare politica ti candidi con la sinistra. Se uno pubblicamente va a dire che il decreto sicurezza non va bene, ‘aiutiamo gli immigrati’ e poi esamina richieste d’asilo, io dico: o fai il giudice super partes o fai politica”. 

Intanto la presidente della Corte d’Appello di Firenze, Margherita Cassano, ha indetto una conferenza stampa “in merito alle critiche del Ministero dell’Interno sull’operato dei magistrati di Firenze”. La conferenza si terrà oggi presso la sala del Consiglio giudiziario del palazzo di giustizia. 


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