ROMA – Ci sono migliaia di ragazzi in Italia sospesi tra due mondi: quello d’origine e quello in cui si muovono tutti i giorni. Samia, protagonista del nuovo romanzo di Sara Ficocelli, è una di quelli. Genitori somali fuggiti per dare un futuro migliore ai figli e loro, le secondo generazioni che devono fare i conti con i pregiudizi e la cultura in cui sono immersi ogni volta che varcano l’uscio di casa.

La rabbia è il sentimento che accomuna la maggior parte di loro. Rabbia nel vedere i genitori sfruttati, degradati, rabbia di non essere accettati, rabbia per portare nel proprio patrimonio culturale qualcosa di diverso, di altro. Ed è proprio questa diversità che fa più male in un età, quella dell’adolescenza, dove anche la ribellione vuole essere veicolo di accettazione, dove omologarsi all’esercito dei teenager fa sentire più forti nella ‘battaglia’ contro gli adulti.

Tutto questo si ritrova in ‘Samia non torna a scuola’, dove le difficoltà di una giovane immigrata di seconda generazione si intreccia con le storie di altri adolescenti presi da famiglie difficile, dal definire se stessi rompendo gli schemi.

A loro si sommano le storie di due persone che invece l’adolescenza l’hanno attraversata, ma che ancora ne portano le ferite. Da chi per paura ha deciso di annullarsi con le droghe a chi invece ha cercato in un amore sbagliato e un’ideologia estrema un punto di riferimento in un momento in cui sentiva il mondo crollare sotto i piedi. E sono loro a dover guidare, inciampando, una classe in gita. Uno di quegli eventi che restano nella memoria, uno squarcio di libertà e di autogestione in cui tutto può accadere, anche scoprire di amare e di essere ricambiati.

E in quella classe ci siamo tutti noi. Decine di vite, di fragilità e di problemi che si intrecciano. Ma anche un quadro delle nuove sfide che la società si trova ad affrontare: l’inclusione, la protezione delle giovani donne da sistemi ancorati alla tradizione patriarcale, l’integrazione delle famiglie nelle vite dei più giovani. 

Il romanzo di Sara Ficocelli edito da Mds rappresenta una finestra su un mondo spesso inascoltato. I giovani ragazzi che si preparano al futuro con un pesante bagaglio di gioie, emozioni e sofferenze sono i veri protagonisti di queste pagine. Sono loro infatti a portare sulle spalle il peso e la responsabilità di un’età che poco ha a che fare con la spensieratezza e che proprio a causa di questo immaginario alimenta il senso di inadeguatezza del crescere.


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Mario Calabresi
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