CAGLIARI – Hanno agito col volto coperto, armati, di prima mattina a Nule, in provincia di Sassari. Hanno bloccato l’autocisterna, carica di latte munto negli ovili del Nuorese e l’autista è stato fatto scendere, poi lo hanno legato a un albero poco distante. L’assalto di oggi, però, apre una nuova fase della guerriglia: nessun sversamento del latte, l’autocisterna è stata cosparsa di benzina e data alle fiamme, mentre gli assalitori fuggivano senza lasciare traccia.

L’assalto di questa mattina, il giorno dopo i risultati delle elezioni regionali, segna, come fanno trapelare da ambienti investigativi, un altro livello nei blitz criminali legati alla protesta per il prezzo del latte. Il mezzo stava viaggiando carico nelle campagne tra il Sassarese e il Nuorese, tra Bitti e Nule appunto, ed era diretto al caseificio dei fratelli Pinna, a Thiesi. Uno dei luoghi caldi della protesta. Stessa destinazione dell’altra autocisterna bloccata a urne aperte da due banditi con i fucili, domenica scorsa. In quel caso il padroncino è riuscito a ottenere in quei momenti concitati la salvaguardia del mezzo, di sua proprietà. Oggi invece il piccolo proprietario non ha avuto scampo.

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Dopo circa mezz’ora, un passante ha visto il fumo e le fiamme da lontano, si è avvicinato e ha trovato l’incendio in corso e l’autista legato all’albero. Da qui l’allarme, l’intervento dei Vigili del fuoco di Sassari e dei carabinieri della compagnia di Bono, mentre le indagini sono a cura del comando di Sassari.

Già due giorni fa l’intenzione – comunque – era quella di bruciare. I banditi hanno poi cambiato idea perché il padrone del mezzo aveva sottolineato il danno personale e il fatto di non essere dipendente dei trasformatori. La giornata elettorale era poi trascorsa tranquillamente senza particolari proteste, né azioni nonostante la minaccia più temuta: “Bloccheremo i seggi”.

Dal mondo delle campagne, intanto, è arrivata la netta condanna degli atti che si teme possano inquinare la vertenza aperta, ma le tante iniziative come gli sversamenti personali in alcuni casi continuano. Sui gruppi nei social network si chiede calma e si teme la strumentalizzazione. Nei giorni scorsi sono arrivate le prime denunce per azioni spesso riprese da video: 17 tra le Procure di Nuoro e Lanusei per assalti a camion e blocchi stradali, un reato reintrodotto dal Decreto Salvini. La tregua è parziale, il voto è stato in parte disertato anche non esisteva una linea condivisa e comune.
 
L’assalto di oggi arriva all’indomani dell’elezione del nuovo presidente della Regione, Christian Solinas per il centrodestra che ha citato proprio la vertenza nel suo primo discorso. E precede di poche ore l’importante appuntamento di Sassari, dove è stato convocato il tavolo sulla trattativa rimasta arenata a due giorni dal voto. La discussione è ferma tra i 72 centesimi al litro e gli 80 proposti dai comitati spontanei, la cui rappresentanza ha votato per alzata di mano all’assemblea di Tramatza – nell’Oristanese – esattamente una settimana fa.

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Erano circa mille su 12mila aziende totali, ma pure le principali associazioni di categoria avevano bocciato la proposta.Tra le richieste dell’assemblea anche l’azzeramento dei vertici dei Consorzi di tutela dei principali prodotti: Pecorino romano Dop, Pecorino sardo e Fiore sardo dop. Da lì l’annuncio di dimissioni di un presidente, l’assenza di altri dirigenti e degli stessi industriali. Al loro posto solo i dirigenti nazionale di Assolatte. Oggi si riparte con il commissario nominato, il prefetto di Sassari Giuseppe Marani. Il prezzo attuale per chi conferisce il latte è sempre 55 centesimi al litro.




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