Sbranato vivo da due pitbull inferociti. Che lo hanno assalito e ucciso a morsi. La vittima è un uomo di 62 anni, era scampato per miracolo alla morte in un incidente stradale, il suo debito con la sorte lo ha pagato in una stradina di campagna alla periferia di San Ferdinando di Puglia. Prima ricoverato all’ospedale di Cerignola, poi trasferito al policlinico di Bari dove il suo cuore ha cessato di battere dopo due giorni di atroci sofferenze.

Si chiamava Giovanni Camasso, invalido, gli piaceva raccogliere verdure in campagna. Lo ha fatto anche quel giorno, sceso da largo San Cassano e diretto in alcuni terreni. I cani erano liberi, lo hanno aggredito e non gli hanno lasciato scampo. Straziante la scena che si è presentata ai soccorritori del 118 e ai primi testimoni accorsi sul posto. Immediato il trasporto in ospedale, si è alzato in volo anche un elicottero.

Tutto inutile, troppo gravi evidentemente le ferite riportate dall’uomo che è poi morto. I due cani sono stati sequestrati dai carabinieri, adesso sono in un canile a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul cadavere del 62enne il magistrato della procura di Bari Fabio Buquicchio ha disposto l’autopsia, sarà effettuata lunedì all’interno dell’istituto di medicina legale del Policlinico. Tre persone risultano indagate, accusate di omicidio colposo.

Si tratta dei proprietari dei cani, entrambi dotati di microchip, un esemplare proviene dalla Sicilia. Cosa sia accaduto nel momento in cui i pitbull hanno assalito l’uomo è ancora tutto da chiarire, così come resta da spiegare se gli animali fossero stati lasciati liberi oppure siano fuggiti dalle costruzioni della zona.

Il figlio della vittima, Cosimo, chiede che sia fatta giustizia. “Inaccettabile”, ha detto, “morire in questa maniera, non ci sono spiegazioni”. Nulla contro gli animali, si affretta a chiarire, “ma qualcuno”, dice, “dovrà spiegare perché erano liberi e così pericolosi. I loro proprietari si sarebbero dovuto preoccupare di custodirli evitando che diventassero delle armi”.


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