Al grido di “giù la maschera” gli studenti il 16 novembre sono tornati in piazza in moltissime città italiane, da Roma a Milano, Firenze, Verona, Trento, Perugia, Napoli, Bari, Campobasso, Crotone e Messina, e poi domani a Bologna, Taranto e Siracusa. La protesta in 70 città è promossa dal Link coordinamento universitario, da Rete della conoscenza, da Udu (Unione degli universitari), da Rete degli Studenti Medi e da Uds (Unione degli studenti) ed è indirizzata contro i tagli decisi dal governo in tema di Istruzione e Ricerca, il sistema dell’alternanza scuola-lavoro e per denunciare la situazione fatiscente dell’edilizia scolastica e il fenomeno dell’abbandono scolastico.

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A Roma mobilitazione da piazzale Ostiense, che culminerà in un flash mob nel primo pomeriggio in piazza Montecitorio. A Milano giovani manifestano a largo Cairoli. “Chiediamo – spiega Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi – che questo Governo metta giù la maschera sui fondi in istruzione. Non è accettabile che si promettano investimenti per fare propaganda, ma che allo stesso tempo il ministro dell’Istruzione dica che “bisogna scaldarsi con la legna che si ha”, e che pochi giorni dopo saltino fuori 29 milioni di euro di tagli: 14 sulla scuola, 15 sull’università”.

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Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, continua: “Il Governo per mesi ha annunciato l’abolizione del numero chiuso alle Università. Mai un parere degli studenti, mai una proposta concreta, mai un confronto con il CNSU. Per superare l’attuale metodo di accesso servono investimenti, che partano dall’orientamento alle scuole superiori fino alle borse di specializzazione medica, e soprattutto serve un confronto vero con gli studenti”.

A Milano E’ partito a Milano il corteo “NoSalvini day” organizzato dai collettivi studenteschi in aperta contestazione con il vicepremier e ministro dell’Interno. Due tronconi composti da centinaia di partecipanti sono partiti da largo Cairoli e da piazza Oberdan e si riuniranno in via Broletto. Una delle soste sarà il consolato degli Stati Uniti, una location decisa per manifestare solidarietà alla “carovana migrante” che sta raggiungendo con grandi difficoltà il confine tra Messico e Stati Uniti.

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Roma  Il corteo degli studenti è pronto a partire da piazzale Ostiense. Migliaia di ragazzi in strada, chi sventola bandiere rosse e chi lancia fumogeni colorati. In molti ballano e saltano sulle note di ‘Bella ciao’, mostrando striscioni di protesta. Da ‘Contro la scuola dei padroni, 10, 100, 1000 manifestoni!’ a ‘Che tristezza la vostra sicurezza.Tutti insieme a breve partiranno in direzione Miur, dove in tarda mattinata concluderanno la mobilitazione con un presidio. Bersagli della protesta, il titolare dell’istruzione Marco Bussetti, il governo e i due suoi uomini più rappresentativi: i vicepremier Luigi di Maio e Matteo Salvini, con un occhio di riguardo per quest’ultimo. Slogan e striscioni sono infatti quasi tutti per lu come  “Lega Salvini e lascialo legato”, fino ai riferimenti ai recenti sgomberi nella capitale con “attaccati al baobab”. Molti gli slogan anti razzismo, sessismo e omofobia.

Ma al centro, ovviamente, le politiche verso la scuola e i fondi destinati al comparto nella legge di bilancio in approvazione in parlamento.
“Abbiamo deciso di scendere nuovamente in piazza- ha detto all’agenzia dire alessio bottalico di link coordinamento universiatrio- perchè per l’istruzione non c’è un euro in più. Basti vedere l’alternanza scuola-lavoro dove sono stati tagliati 59 milioni di euro che non sono stati reinvestiti. Mancano anche i fondi per l’edilizia, per la ricerca. Siamo qui per dire a bussetti che la ‘legna’ è finita (in riferimento alle parole del ministro secondo cui non servirebbero altri fondi ma bisogna “scaldarsi con la legna che si ha”)

Cosenza, centinaia di studenti di Cosenza e provincia in corteo per dire no al piano “Scuole Sicure” lanciato dal Ministro Salvini e contestare il governo Lega – M5S. La manifestazione delle scuole superiori ha attraversato le vie del centro, a organizzare la protesta del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che puntano il dito “contro il governo e i piani repressivi del Ministro Salvini”. “Mentre le nostre scuole crollano il governo pensa a installare telecamere – dichiara Materiateresa Salerno, militante del FGC  -. Questa è solo una mossa propagandistica del Governo, che in realtà non garantisce la reale sicurezza degli studenti nelle scuole”
 


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Mario Calabresi
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