ROMA – Tanto affanno, tante energie e tanti soldi intorno a Romelu Lukaku – uno che nell’ultima stagione di Premier League ha segnato 12 gol – sono la dimostrazione più lampante che non sono i club e le loro strategie che comandano, ma semplicemente il calciomercato col suo intreccio di opportunità, interessi, soldi, misteri, alleanze, gelosie, trucchi. Insomma nessuno va dove vuole, ognuno prende le strade che gli si aprono davanti e finisce chissà dove. Oggi nemmeno la Juve e l’Inter possono comprare chi vogliono, ma solamente chi possono. E cioè chi vuole il mercato.

Romelu Lukaku, centravantone da 1,92 e quasi 100 chili di peso, finisce così per essere una rara opportunità, per cui Inter e Juventus finiscono per litigarselo e trattarlo a una cifra sfacciata. Che Lukaku sia valutato 80-85 milioni è ridicolo, eppure la Juventus ha provato a scambiarlo con Dybala e l’Inter non ha fatto altro che studiare soluzioni per tutta l’estate semplicemente per cercare di abbassare di qualche milione quella cifra improponibile. E se davvero vorrà prenderlo, forse ci si dovrà comunque avvicinare. Anche se ha dimostrato – merito di Antonio Conte, che però spinge per avere il giocatore – di poterne fare addirittura a meno. L’Inter oggi non è più un acquirente preso alla gola e costretto all’affare. Questo almeno è un piccolo vantaggio.

E’ possibile, forse addirittura probabile che Lukaku non risolva i problemi di nessuno e addirittura a Inter e Juventus converrebbe molto di più tenersi Icardi e Higuain che già hanno in squadra, però quella melassa vischiosa del calciomercato ti trascina proprio a fare cose insensate, a spendere cifre scandalose che arricchiscono le tasche di tanti, prima ancora di trasformarsi ipoteticamente in gol che ti facciano vincere tutto. Il mercato non è un male, fa parte dello spettacolo, consente di rinnovare il cartellone di uno show che altrimenti diventerebbe noioso, ma è anche vero che è senza controllo, una situazione in cui tutti approfittano di tutto, in cui i procuratori dettano legge e si arricchiscono – senza merito alcuno – sulle spalle dei giocatori e dei club, in cui le quotazioni hanno la stessa consistenza dei Bitcoin, in cui i contratti non hanno più valore e vengono clamorosamente forzati dall’una e dall’altra parte (Neymar che vuole andare al Barcellona, Inter e Juventus che vogliono liberarsi di Icardi e Dybala), in cui il Financial Fair Play non ha aumentato la concorrenza anzi forse l’ha appiattita ancora di più.

Aurelio De Laurentiis vorrebbe un mercato chiuso già a fine luglio, com’era del resto un tempo. Quest’anno si tira fino al 2 settembre, tranne la Premier League, quasi tutti – Italia, Spagna, Francia, Germania… – sono sintonizzati su questa data. All’ultimo momento tutti sperano di fare l’affare della vita. Auguri.


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Carlo Verdelli
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