Il cuore social degli italiani mette sul piatto 220mila euro in 24 ore per aiutare la Sea-Watch 3 a pagare le multe – dai 10 ai 50mila euro – per essere entrata (malgrado l’alt della Finanza) nelle acque territoriali italiane. “L’idea di mettere assieme una colletta online ci è venuta mercoledì chiacchierando tra noi promotori della Rete Italiana Antifascista”, racconta Fabio Cavallo, uno dei coordinatori del gruppo. Detto fatto. Franco Matteotti, amministratore della pagina Facebook di questa comunità digitale ha pubblicato sulla bacheca l’appello. Titolo: “Raccolta fondi per spese legali e sanzioni per seawatch”. E in pochi secondi il messaggio in bottiglia buttato nel mare magnum della rete è rimbalzato in ogni angolo del web, più virale di un post di Chiara Ferragni.

“Non ci aspettavamo di certo un successo del genere”, ammette Cavallo. Nella serata di mercoledì erano già stati raccolti quasi 50mila euro. E il contattore ha continuato a correre per tutta la giornata di ieri: in tarda serata il numero dei donatori aveva raggiunto quota 13mila e la somma messa assieme, in continuo aggiornamento, aveva superato i 200 mila euro. Cifra più che sufficiente per coprire le possibili multe per la missione a Lampedusa, al netto del rischio del sequestro della nave e delle eventuali conseguenze penali (con una pena massima di 15 anni) per la capitana tedesca Carola Rackete.

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“Sono soldi di cui noi non vedremo un centesimo – assicura Cavallo -. Vengono gestiti direttamente dalla società di Mark Zuckerberg che li girerà alla ong. E se ne avanzeranno, serviranno per finanziare nuove missioni. Non abbiamo dietro Soros, non ci sono partiti. Il nostro è stato un gesto di umanità, non una scelta politica”. La galassia digitale messa assieme dalla Bestia – il megafono social di Salvini – è stata colta un po’ in contropiede (e proprio sul suo campo) da questo fiume di soldi e dall’hashtag #iostoconcarola. E ha reagito così con un po’ di ritardo all’affronto, limitandosi a riempire di commenti pieni di fiele il post di Matteotti.

La frittata però – dal loro punto di vista – ormai era fatta. “Solidarietà e coraggio Carola, i soldi per le multe li troveremo assieme”, ha twittato la scrittrice Michela Murgia quando la “capitana” è entrata in acque italiane. È andata davvero così. E il cuore degli italiani è stato più grande di quello di tedeschi e olandesi: la richiesta di aiuto finanziario internazionale messa su Facebook (in inglese e tedesco) direttamente da Sea-Watch aveva raggranellato ieri sera “solo” 5.975 euro. Briciole rispetto all’onda spontanea di solidarietà arrivata dall’Italia che ha provato a spingere i 42 migranti a bordo della nave verso i moli di Lampedusa.

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La donazione media dell’appello tricolore è stata di 17 euro. Pari, secondo i calcoli di Sea-Watch, a cibo e bevande per tre persone o pappa e latte per due bambini, oppure a un salvagente, 20 coperte per persone in ipotermia, carburante per 20 minuti di navigazione.Oggi, sicuro come l’oro, qualcuno sosterrà che l’obiettivo dei “taxisti del mare” era proprio questo: farsi pubblicità per fare soldi. La miglior risposta è uno degli ultimi commenti in calce alla raccolta fondi di ieri sera: “Speranza batte odio 220mila a zero”.
 


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