Dopo quattordici giorni, le due navi umanitarie tedesche con 49 migranti a bordo sono ancora in mare. Nessuno concede lo sbarco. Ma qualcosa finalmente sembra muoversi alla ricerca di una soluzione per la Sea Watch 3 e la Professor Albrecht di Sea Eye, alle quali finora è stato opposto il rifiuto di tutti i Paesi del Mediterraneo alla concessione di un porto di approdo.

La Commissione europea ha avviato una serie di consultazioni e ha chiesto agli Stati membri la disponibilità ad accogliere parte delle persone a bordo. L’Italia ha ribadito il suo no, Francia, Germania e Olanda invece si sono dette disponibili.

Nell’attesa intanto le due navi, che da 48 ore sono in acque territoriali maltesi per ripararsi dal maltempo, saranno raggiunte da altre due imbarcazioni, una di Sea Watch e l’altra della piattaforma italiana Mediterranea, che porteranno loro sostegno e rifornimenti. A bordo della nave appoggio di Mediterranea ci sono alcuni giornalisti, tra cui un inviato di Repubblica

La missione dell’Alleanza United4Med spera di “spingere gli Stati europei, a cominciare da Malta e dall’Italia, a dare un porto sicuro, come il diritto del mare prevede, alle 49 persone soccorse”. “Chiediamo ai sindaci delle città d’Europa – è l’appello delle Ong – alle realtà associative, a ogni singola persona che crede in un futuro di giustizia e umanità di sostenere queste richieste e continuare a navigare insieme a noi”.


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