LAMPEDUSA – Prima notte agli arresti domiciliari per Carola Rackete, la comandante della Sea-Watch arrestata ieri dopo avere disatteso l’ordine di divieto di sbarco al porto di Lampedusa. La capitana 31enne ha trascorso la notte in una abitazione privata di Lampedusa, eletta come suo domicilio temporaneo in attesa del suo trasferimento ad Agrigento per l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip del Tribunale. Rackete potrà avere contatti solo con i suoi legali che ieri l’hanno supportata nella caserma della Guardia di Finanza dove è rimasta per quasi tutta la notte. Rischia una pena da 3 a 10 anni. Duro l’affondo da parte della Francia, che ha annunciato che accoglierà dieci migranti, e della Germania. Parigi: “La chiusura dei porti viola la legge del mare”. Per il ministro Castaner “l’Italia fa scelte non concertate e poi attacca la Ue. Per Berlino, “salvare le vite umane è un dovere umanitario. Soccorrere vite umane in mare non può essere criminalizzato”. Ma il vicepremier Salvini ha replicato: “Non prendiamo lezioni da Berlino”.  “Visto che l’Eliseo ha detto ‘porti aperti’ indicheremo Marsiglia e Corsica come destinazioni”. Così annuncia il ministro dell’Interno, intervistato da La Verità, ribadendo che “noi restiamo pronti all’espulsione coatta”. Il responsabile del Viminale spiega che i 40 migranti “restano a Lampedusa fino a quando cinque Paesi che hanno dato l’ok preliminare per accoglierli non confermeranno”.

L’equipaggio della Sea-Watch ha ribadito stamani: “Non volevamo mettere in pericolo la vita dei finanzieri”. Aggiungendo: “Siamo orgogliosi di Carola, la donna più coraggiosa di tutti. E preoccupati per la su sorte, ora. Siamo entrati in porto perché la situazione a bordo era diventata insostenibile. Ci hanno choccato le scene che abbiamo visto” sulla banchina. Il riferimento è agli insulti sessisti alla capitana.”Non abbiamo seguito quello che ha detto il ministro Salvini in questo giorni, eravamo occupati a seguire i migranti a bordo. Io capisco che Salvini deve fare politica ma prima vengono le persone, e non si può fare politica sulle spalle dei più deboli. E’ sbagliato il punto di vista. Anche l’Europa deve fare la sua parte e deve aiutare l’Italia. Posso anche capire la reazione dell’Italia ma non è questa la soluzione”. Lo afferma Oscar, uno studente tedesco, componente dell’equipaggio composto da 16 persone, provenienti dalla Germania, Olanda, Italia, Spagna e Francia.

Carola Rackete aveva chiesto scusa ieri per la manovra di ingresso in porto che ha causato una quasi collisione con la motovedetta della Finanza, spiegando che non voleva compiere un atto di violenza. L’urgenza di entrare viene motivata con il timore che i migranti dopo 17 giorni di attesa si lanciassero in mare, suicidandosi.
Intanto resta in rada, a tre miglia da Lampedusa, la nave della ong sequestrata ieri dopo lo sbarco dei 40 migranti. Si attende l’armatore della nave per poi trasferirla al porto di Licata (Agrigento) in attesa degli sviluppi.

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Nella prima mattinata, intanto, venti migranti originari della Tunisia sono sbarcati nei pressi di Cala Croce, a Lampedusa. Trasportati all’hotspot dell’isola, erano a bordo di un barchino.

 


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