CENTINAIA di selfie e la gara a conquistare più like. Le espressioni che ci rendono più attraenti studiate davanti allo specchio. La gran parte del tempo libero passato in compagnia del cellulare. La realtà in cui viviamo, nella quale il virtuale spesso ‘sovrasta’ il reale, sta mettendo in crisi il nostro “Sè”, che  racchiude secondo la psicoanalisi presente, passato e futuro e indica chi strettamente siamo. Stare costantemente online è collegato inoltre a un aumento di alcune patologie che rientrano,a diverso livello, nell’ambito del narcisismo: tendiamo a focalizzarci su noi stessi senza esprimere interesse per ciò che ci circonda. Anche patologie come la dipendenza dal web rientrano nell’ambito del narcisismo, per la parte in cui esprimono un senso di fragilità e debolezza nei confronti dell’interazione con il mondo esterno. Se ne è discusso durante il fine settimana con esperti italiani e internazionali al convegno ‘Exploring the Self’ a Roma. Una pausa di riflessione tra psiconalisti e neuroscienziati per mettere a fuoco quello che accade nel nostro cervello ai tempi del digitale.

“Laddove il Sè è meno strutturato il pericolo è maggiore-  spiega Claudia Spadazzi, psicoanalista della Società psicoanalitica italiana e coordinatice dell’incontro – ci sono diversi studi che hanno correlato le patologie narcistiche all’uso dei selfie, che hanno messo in relazione persone portate a farne molti o il tipo di utilizzo dei social con patologie narcisistiche: un modo per comunicare esisto, guardatemi, per procurarsi un like, ma in un totale disinteresse verso il mondo esterno”.

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Insomma troppo presi dalla nostra immagine, non ci godiamo il mondo circostante e i momenti migliori della vita, come evidenziano diverse ricerche.  Un problema per tutti, ma in particolare per adolescenti e giovani. Per quanto riguarda gli anziani invece la tendenza a focalizzarsi su se stessi è correlata a solitudine e fragilità. “La qualità delle relazioni personali è un buon termometro per capire se qualcosa non va” prosegue Spadazzi. Al convegno, che vede la partecipazione di esperti internazionali, il professor Georg Northoff dell’Università di Ottawa presenta i risultati di studi sul narcisismo. “Hanno un grande Ego – spiega Northoff – abbiamo scoperto che non reagiscono correttamente agli stimoli esterni, in una particolare area del cervello che è molto importante per integrare informazioni esterne e interne. Nella attività spontanea, continua del cervello, sono inoltre molto lenti. Quando sei troppo lento fatichi a seguire. Sei frustrato e quindi come reazione compensatoria fai crescere il tuo Ego”.

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