ROMA – Mentre il campionato si avvia inesorabilmente verso i titoli di coda, con la Juventus che quest’anno si è aggiudicata lo Scudetto addirittura con cinque turni d’anticipo, restano ancora pochi traguardi da conquistare in Serie A. Tralasciando per un istante la corsa Champions, che promette colpi di scena fino all’ultima giornata, e la lotta per la salvezza, un po’ meno entusiasmante rispetto agli anni scorsi, rimane da gustarsi la sfida all’ultimo gol per lo scettro di capocannoniere. La gara sembra essere una corsa a quattro tra Quagliarella, attualmente primo con 22 gol, Piatek e Zapata, indietro di un gradino e ovviamente Cristiano Ronaldo, leggermente più staccato a quota 19.

La crisi nera di Icardi e Immobile

Se però si dà un’occhiata al resto dei concorrenti si scopre che c’è una lunga lista di giocatori che, rispetto allo scorso anno, hanno registrato una flessione assai preoccupante. tanto per fare un esempio, i due vincitori della classifica marcatori 2018, ovvero Immobile e Icardi, ad un anno di distanza si ritrovano a fare i conti con un bottino assai più povero: dopo lo stesso numero di giornate, l’attaccante della Lazio ha segnato 13 gol in meno mentre Maurito addirittura 15. Se l’argentino ha come alibi il lungo conflitto con la dirigenza nerazzurra, sfociato nel muro contro muro che lo ha tenuto lontano dal campo per oltre due mesi, nel caso dell’attaccante della Lazio si può senza dubbio parlare di un annata deludente. Per certi versi è anche comprensibile, dato che il bomber della Nazionale si è già aggiudicato finora ben tre classifiche marcatori: una in Serie B (col Pescara) e due in Serie A (con Torino e Lazio).

Dybala, 15 gol in meno. Male pure Dzeko

C’è però chi ha fatto perfino peggio. E’ il caso di Paulo Dybala, che rispetto all’anno scorso è andato a segno in campionato addirittura 16 volte in meno. Cinque gol in 27 presenze sono la fotografia impietosa della stagione dell’argentino, schiacciato dall’ombra asfissiante di Ronaldo e per giunta costretto da Allegri ad arretrare la sua posizione in campo di qualche metro. In altre parole: un flop. Esce ridimensionato dal confronto con la passata stagione anno anche Edin Dzeko, che finora ha faticato come un matto per racimolare 8 gol mentre di questi tempi l’anno scorso ne aveva già fatti 14. Non sorride nemmeno Dries Mertens, che ha cinque reti in meno e forse anche un pizzico di nostalgia dei tempi in cui Maurizio Sarri lo schierava da centravanti. Male anche Perisic, con tre reti in meno, e Giovanni Simeone con quattro.

Sorridono Zapata, Quagliarella e Milik

Se Piatek e Ronaldo, malgrado i numeri da record, non fanno parte di questo confronto, poiché semplicemente l’anno scorso non giocavano in Italia, c’è comunque più di qualcuno che dal parallelo con la passata stagione esce a testa alta. Uno su tutti è senza dubbio Fabio Quagliarella, che a 36 anni suonati insegue lo scettro di capocannoniere della Serie A sembra non volersi fermare: lo scorso anno l’attaccante della Sampdoria aveva messo a segno 18 reti, mentre adesso ne ha già collezionate 22. La crescita maggiore riguarda però Arkadiusz Milik che l’anno scorso, a causa dell’infortunio al legamento crociato, aveva messo a referto soltanto tre centri: adesso invece è già a quota 17, e senza aver tirato nemmeno un calcio di rigore. Impressionante anche la parabola di Duvan Zapata che con la Sampdoria aveva raggranellato ben 11 gol, mentre quest’anno con l’Atalanta ne ha già segnati 10 in più. 

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