LA SPEZIA – Il Pescara tenta la fuga. Espugna nell’anticipo La Spezia (1-3), colleziona l’8° risultato utile consecutivo e consolida il primato in vetta alla classifica portandosi, momentaneamente, a +5 sul Verona. Nel big-match dell’8/a giornata al Picco la squadra di Pillon ha dimostrato di non essere capolista per caso. Ha giocato con personalità e ha fatto la differenza grazie alle giocate di qualità del trio Marras-Monachello-Mancuso. Lo Spezia recrimina soprattutto per le due occasioni mancate in avvio di ripresa da Galabinov che avrebbero potuto regalare il 2-2 alle Aquile e dare, presumibilmente, un corso diverso alla partita.

UNO-DUE FIRMATO MANCUSO-MONACHELLO – Il Pescara passa al primo tiro in porta, col solito Mancuso, al 6° gol in 8 giornate (5° nelle ultime 4): perfetto colpo di testa su angolo dalla destra di Memushaj. La gara s’accende e le occasioni fioccano: i biancazzurri sfiorano il raddoppio con lo stesso Mancuso e con Machin, lo Spezia spreca due buone opportunità con Galabinov. Il gol è nell’aria e alla fine (35′) lo realizzano ancora gli ospiti: Marras serve in area Monachello che con un forte sinistro in diagonale batte sul primo palo un non irreprensibile Lamanna.

GALABINOV ILLUDE POI SPRECA – Lo Spezia non s’abbatte e, dopo appena 2′, torna in partita con Galabinov, lesto, con un colpo di testa, ad approfittare di un involontario prolungamento di nuca in mezzo di Brugman su un angolo dalla sinistra di Bartolomei. Il Pescara sfiora l’immediata controreplica con Monachello e rischia di vedersi raggiungere in avvio di ripresa da Galabinov che, per due volte, non concretizza la palla del 2-2 (bravo nella seconda circostanza Fiorillo a salvare di piede).

MONACHELLO CHIUDE I CONTI – Gli abruzzesi tirano un sospiro di sollievo e al 56′ mettono al sicuro la vittoria: Marras serve in mezzo Monachello che con un bel destro di controbalzo a incrociare mette a segno la personale doppietta. Lo Spezia accusa il colpo e la replica non va oltre un paio di conclusioni da lontano di Bartolomei. Il Pescara controlla e per poco, nel finale, non cala il poker con lo scatenato Monachello.

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Mario Calabresi
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