VERONA – Nella sua prima da ex al Bentegodi, dopo aver trascorso a Verona 5 anni indimenticabili, Andrea Mandorlini gioca un brutto scherzetto con la sua Cremonese all’Hellas, fermandola sull’1-1 nell’anticipo dell’11/a giornata di serie B. Un risultato che impedisce al Verona di scavalcare il Pescara e di tornare, almeno per una sera, da solo in vetta alla classifica.

CARACCIOLO SBLOCCA IL RISULTATO – Gli scaligeri impiegano appena 3′ per passare: Colombatto pennella una punizione dalla trequarti sinistra in area per Caracciolo che di testa schiaccia a fil di palo. La gara s’accende e le occasioni fioccano: la Cremonese sfiora per tre volte il pari con un tiro-cross di Perrulli, un destro da fuori di Emmers e un colpo di testa di Arini, il Verona impegna Radunovic con Crescenzi.

ARINI PAREGGIA, TRAVERSA DI RAGUSA – Il gol è nell’aria e alla fine (31′) lo segnano gli ospiti: Perrulli raccoglie una respinta della difesa gialloblu, va via sulla destra e centra per Arini che da due passi insacca. Un gol contestato dai padroni di casa, ingannati dalla bandierina tenuta erroneamente alta dal guardalinee, confusosi dopo il colpo di testa ad allontanare di Cissé, scambiato per un giocatore grigiorosso. La reazione dell’Hellas è rabbiosa quanto sfortunata: un colpo di testa di Ragusa picchia sulla parte inferiore della traversa e torna in campo, poi Calvano trova l’opposizione di Radunovic sulla ribattuta.

RIPRESA CON POCHE EMOZIONI – Nella ripresa, iniziata dal Verona senza Almici, espulso dalla panchina per proteste durante l’intervallo, è la Cremonese a provarci con maggior insistenza: Marrone in scivolata evita un gol fatto su un destro a colpo sicuro di Emmers poi è Castrovilli a sfiorare la traversa con un gran destro da fuori. La squadra di Grosso si spaventa, fatica a sviluppare una manovra fluida e solo nel finale torna a farsi vedere dalle parti di Radunovic: Migliore rischia l’autogol su un cross di Tupta poi pensa Marconi a opporsi a un destro in girata da due passi di Di Carmine. Finisce, così, 1-1, un risultato che ribadisce il momento d’involuzione del Verona, certificato da una sola vittoria conseguita nelle ultime 6 giornate.


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Mario Calabresi
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