Un primo passo per liberare la Sardegna dalle servitù militari, restituendo spiagge e coste dell’isola ai cittadini. Il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, ha incontrato la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta nella sede del ministero della Difesa per rendere esecutiva la cessione anticipata della spiaggia di Porto Tramatzu, a Capo Teulada, a ovest di Cagliari. 

In questa prima fase torneranno libere, non più asservite alle operazioni militari, la spiaggia e una porzione del terreno retrostante. Merito delle procedure avviate dal ministero della Difesa, con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per la cessazione della concessione marittima sulla spiaggia. Perché la spiaggia torni libera è infatti necessario avviare l’iter legislativo per cancellare la spiaggia di Porto Tramatzu dall’elenco delle zone portuali e delle aree demaniali di interesse di sicurezza nazionale.

Il decreto, che dovrà essere firmato dal Presidente del Consiglio prevede anche l’avvio delle procedure per liberare dalle operazioni militari anche le spiagge di S’Enna e S’Arca a Capo Frasca e Punta de S’Achivoni.

Il presidente della regione Sardegna Francesco Pigliaru ha commentato: “Ora Porto Tramatzu viene aperta a tutti i cittadini, sardi e non, superando la distinzione tra militari e civili. È la conferma concreta che l’attuazione del Protocollo che abbiamo firmato con il ministero della Difesa va avanti, sul fronte dei rilasci come del lavoro per l’istituzione degli Osservatori ambientali e dei progetti di ricerca duale”.

L’iter per liberare le spiagge sarde, dopo anni di battaglie da parte di numerose associazioni, era stato avviato dal presidente Pigliaru con il governo precedente e un primo accordo era stato siglato dalla allora ministra Pinotti nel 2017. L’attuale titolare della Difesa, Trenta, ha affermato: “La cessione della spiaggia di Porto Tramatzu, e delle altre spiagge previste nel Protocollo, rappresentano un importante passo in avanti nello sviluppo socio-economico del territorio. Ho sempre affermato che la Difesa deve essere sempre più aperta e inclusiva in una moderna concezione dei poligoni militari e delle aree addestrative e oggi lo stiamo dimostrando. E faremo ancora di più”.

Servitù militari, la spiaggia di Capo Teulada in Sardegna torna libera

La ministra della Difesa, Trenta, con il governatore Pigliaru

Secondo quanto garantito dal Protocollo d’Intesa siglato tra il ministero della Difesa e la Regione Sardegna, la cessione di Porto Tramatzu si realizzerà garantendo le attività in Poligono e prevedendo convenzioni di uso, includendo anche clausole di protezione sociale per il personale della Difesa appartenente alle fasce di reddito più basse o meritevoli delle tutele sociali. La tutela delle attività economiche e di personale impiegato nelle aree militari è stato infatti uno dei nodi centrali dell’iter.

Quando Pigliaru avviò infatti il Protocollo osservò: “L’onere militare che grava sulla Sardegna è enorme, un contributo sproporzionato, considerato che la Sardegna contribuisce per oltre il 60% del totale nazionale, in termini di presenza militare e gravami, con una popolazione pari al 2%”

In passato la dismissione di alcune basi militari, comne ad esempio quella americana a La Maddalena, aveva sollevato polemiche sulle ricadute economiche per il territorio, poiché da alcune attività, secondo alcuni, vengono anche introiti.

La spiaggia di Porto Tramatzu è la principale al limite del Poligono di Capo Teulada che, fin dal 1957, all’epoca dell’istituzione del Poligono, fu destinata ad un uso militare, pur non facendo parte del Demanio militare. Nel tempo, una porzione è stata resa disponibile agli usi civili, la restante parte ha continuato ad essere utilizzata come stabilimento balneare per il personale militare, in forza di una concessione demaniale marittima rilasciata dal Ministero dei Trasporti nel 1992. In considerazione del valore simbolico del rilascio, già durante la scorsa stagione estiva il tratto di spiaggia è stato reso disponibile a tutta la popolazione.
 
Altro punto del Protocollo che sarà al più presto preso in esame da Cabina di regia e Tavoli tematici per l’attuazione sarà l’istituzione di Osservatori ambientali indipendenti nei poligoni militari. Tra i progetti che saranno affrontati immediatamente con questa procedura ci sono la scuola internazionale di volo di Decimomannu, il centro nazionale di training per le operazioni congiunte tra forze civile e militari per la Protezione civile e l’Antiterrorismo internazionale, il centro per la ricerca, lo sviluppo sperimentale e la certificazione dei droni. L’accordo siglato fungerà da riferimento anche per le altre regioni italiane in cui è significativa la presenza di infrastrutture e asset della Difesa, con l’obiettivo di integrare le diverse iniziative per avere un valore aggiunto tangibile per il Paese.
 


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