Da maggio a fine agosto era assente per malattia dal suo lavoro all’Enac, ma lo si poteva trovare in barca ad accompagnare i turisti in gita a Tavolara o a mangiare in agriturismo. La Guardia di finanza di Olbia ha scoperto le attività illecite di un funzionario dell’Ente nazionale aviazione civile e lo ha denunciato nell’ambito di un’operazione nel settore del contrasto ai reati contro la pubblica amministrazione.

Il funzionario accumulava oltre 200 giorni di assenza per malattia all’anno, ma non faceva mistero di aver fondato un’agenzia turistica con la quale organizzava gite in barca da Olbia a Tavolara, escursioni verso l’interno dell’isola e cene tipiche in agriturismo. Il tutto in nero: gli inquirenti hanno calcolato che ogni escursione in barca costava 100 euro a persona, i gruppi erano di sei partecipanti e tali gite si svolgevano, nei periodi di alta stagione, più volte a settimana.

È il colonnello Marco Salvagno, comandante del gruppo del gruppo della Guardia di finanza di Olbia a raccontare come si è arrivati a cogliere sul fatto il funzionario. “Avevamo raccolto molte segnalazioni informali – dice Salvagno – e le indagini sono partite dall’osservazione del sito internet dell’agenzia gestita dal funzionario. Grazie alla collaborazione con l’Enac abbiamo accertato che le gite in calendario corrispondevano ai giorni di assenza per malattia”.

Le Fiamme gialle hanno raccolto numerose prove riuscendo a filmare il dipendente pubblico mentre svolgeva la sua seconda attività e hanno acquisito informazioni dal suo sito internet. La denuncia è perciò scattata per truffa aggravata ai danni dell’Enac. Nel frattempo proseguono gli accertamenti per capire l’entità reale del sommerso d’azienda, realizzato con l’attività parallela di guida turistica.

I militari hanno poi raccolto informazioni dagli agriturismi e dalle strutture alberghiere con le quali l’assenteista aveva collaborazioni continue e sono riusciti a coglierlo sul fatto. “Purtroppo dobbiamo sottolineare anche la scarsa professionalità di alcune strutture alberghiere – osserva il colonnello – perché i turisti chiedevano informazioni per fare le escursioni e venivano dirottati all’agenzia del funzionario Enac. Non sappiamo ancora se le strutture alberghiere erano consapevoli di collaborare con un’impresa che di fatto lavorava in nero”.

L’indagine ha visto anche la collaborazione dell’Inps per quanto riguarda i periodi di malattia certificati dal funzionario. Quanto ad eventuali responsabilità dei medici che certificavano lo stato di salute del funzionario, il comandante Salvagno osserva: “È materia controversa, i precedenti insegnano che a seconda del tipo di diagnosi è assai difficile accertare i sintomi”.

 


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Mario Calabresi
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