“I nostri figli hanno ragione. Ci chiedono ‘perché dovremmo studiare se l’esempio che ci date voi va proprio nella direzione opposta? Continuate a ignorare le evidenze scientifiche sul cambiamento climatico, così i primi asini siete voi adulti’”, spiega Pietro Reggiani, regista ambientale, attivista del movimento Fridays for Future e presidente dell’associazione Genitori scuola Regina.

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Scioperare per il clima. In vista del primo sciopero internazionale per il clima, programmato per il 15 marzo, Pietro racconta dell’iniziativa che, sulla scia dell’esempio della giovane studentessa svedese Greta Thumberg, continua a portare i ragazzi a manifestare affinché i governi di tutto il mondo mettano in pratica soluzioni per mitigare le conseguenze dell’aumento della temperatura terrestre e ridurre drasticamente la produzione di gas serra. “Queste proteste non hanno una scadenza, continueremo a scendere in piazza ogni venerdì in ogni città, a ogni latitudine per rivendicare il futuro che, come ha ripetuto Greta Thumberg più volte, abbiamo rubato ai nostri ragazzi”, conclude Reggiani.

Cosa dice la scienza. Secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (Ipcc), tra le voci più autorevoli in materia, le emissioni nocive prodotte dalle attività umane dovranno essere azzerate entro il 2050, e questo solo per riuscire a contenere l’incremento del riscaldamento globale entro 1,5 gradi, come delineato nell’Accordo di Parigi. Tra gli effetti di questo fenomeno c’è l’innalzamento del livello dei mari, che dal 1901 sono saliti di oltre 22 centimetri, a causa del surriscaldamento delle acque degli oceani – che aumentano così di volume – lo scioglimento dei ghiacciai e le perdite delle coperture dalla Groenlandia e dell’Antartico.

Conseguenze catastrofiche. “Si prevede che ai ritmi attuali il livello del mare potrebbe aumentare ancora tra i 50 centimetri e il metro, entro il 2100 e continuare a salire nei secoli successivi”, spiega Toni Federico, presidente del comitato scientifico della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, e coordinatore del Gruppo di lavoro dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) sul Goal 13, l’Obiettivo Onu per la lotta al cambiamento climatico.
“Con implicazioni talmente disastrose che per ora non vorrei nemmeno prendere in considerazione”.




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