Tra i vicini di casa di Silvia Costanza Romano, la 23enne milanese rapita in Kenya c’è anche il cantautore Roberto Vecchioni: “Conosco la storia ma non conosco Silvia di persona – spiega il professore uscendo dalla farmacia a fianco del condominio dove abitano Silvia, che in Kenya era andata per lavorare come volontaria per la onlus Africa Milele, e sua madre insieme al cane Alma – Certo che per il Kenya questo non è un momento facile, io avevo una casetta a Watamu, sotto Malindi ma non vado da 10 anni perché è diventato abbastanza pericoloso. In questi ultimi tempi ci sono state diverse intrusioni in villa ed è cambiato tutto. La colpa è nostra, dei colonizzatori. Comunque mi spiace tantissimo per la ragazza”.

Il ritratto della ragazza

A chi sui social scrive che Silvia se l’è andata a cercare, Vecchioni risponde senza indugi: “Questa è una cretinata mai vista, una cosa che non voglio nemmeno sentire dire: ognuno è libero di andare dove vuole ma purtroppo – conclude – questo odio fa parte della mentalità di oggi”.

Intanto, sul fronte investigativo, vanno registrati i 14 arresti fatti dall’autorità del Paese. La polizia ha interrogato queste persone che ritiene fiancheggiatrici del commando che ha portato via la 23enne.

Solidarietà alla famiglia è stata espressa dal sindaco Giuseppe Sala che ha contattato i familiari per esprimere la vicinanza della città e dell’amministrazione. Gli amici e i vicini descrivono Silvia come una ragazza “piena di energie e di forza di volontà”. Francesco Pisani, amministratore della palestra Zero Gravity di via Valvassori Peroni, dove la ragazza aveva lavorato, dice: “Ha cominciato a insegnare ginnastica da noi circa un anno fa. A luglio è partita come volontaria per il Kenya. Quando è tornata a settembre, ha fatto solo qualche lezione, poi ci ha comunicato il suo sogno di tornare in Africa. E a inizio novembre è partita di nuovo. In questo momento difficile siamo con lei. Non vediamo l’ora di poterla riavere fra noi”.

Grande affetto e vicinanza esprimono anche gli amici dell’altra palestra in cui Silvia insegnava prima di partire, la Pro Patria di via Beato Angelico. “È un’atleta seria, appassionata del suo lavoro, dell’infanzia e dell’insegnamento come valore – racconta una sua collega – sono sicura che ha messo lo stesso amore anche nella cura dei bambini che ha incontrato in Kenya”. Parole d’affetto arrivano anche dalla presidente dell’ateneo privato Ciels, dove Silvia si è laureata in Mediazione linguistica. “È sempre stata una ragazza forte e determinata – dice Giorgia Matteucci – speriamo che questa tremenda situazione si risolva nel minor tempo possibile e siamo vicini alla sua famiglia”.


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