ROMA – Sindaci in rivolta contro la direttiva di Salvini che invita i prefetti a emanare ordinanze anti degrado per tenere lontani spacciatori, ladri, scippatori e abusivi dalle “zone rosse” quali centri storici, luoghi turistici, le aree vicine alle scuole e le piazze più frequentate.

“Devo confessare che guardo con poco interesse all’ennesimo decreto del ministero dell’Interno. La direttiva – commenta sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Milano Giuseppe Sala – mi sembra essere tra l’inutile e l’autolesionista. Perché oggi sindaci e prefetti, come avviene per esempio a Milano, collaborano già benissimo senza bisogno di indicazioni dall’alto”. E aggiunge: “Quello che mi incuriosisce è
capire se l’arroganza salviniana avrà o meno un limite. Distratto, come definisce un sindaco che non fa quello che vuole lui, è un aggettivo fuori luogo – ha concluso commentando alcune parole del ministro -. Gli consiglierei di chiedere scusa a tutti i primi cittadini che ogni giorno ci mettono la faccia per il bene della comunità”.

Pronta alla denuncia il primo cittadino di Palermo, Leoluca Orlando.”È la conferma che abbiamo un ministro dell’Interno eversivo. Il Viminale vuole creare un clima di scontro sociale. Dovesse mai accadere ricorrerò all’ordine giudiziario. Resistere a questo neofascismo è un dovere”. Di schieramento politico decisamente opposto, ma comunque contraria alla direttiva Salvini è anche la sindaca pentastellata di Roma, Virginia Raggi in un forum al Fatto Quotidiano liquida la direttiva dicendo che “è solo un foglio di carta”. E spiega: “Io il Daspo urbano l’ho già inserito nel nuovo regolamento di polizia che era fermo al 1946. Non vorrei che si riveli l’ennesima trovata elettorale. In base alla legge – dice Raggi – i prefetti potrebbero già intervenire. La vera soluzione sarebbe aumentare i finanziamenti per la sicurezza delle periferie e il numero di poliziotti. Sto mettendo strutture a disposizione gratuitamente per aprire nuovi commissariati in città: credo che i cittadini preferiscano un poliziotto in più a un foglio di carta”.

Sul piede di guerra l’Anci: “Noi sindaci amministriamo ogni giorno, tra mille difficoltà e non abbiamo bisogno di essere commissariati da nessuno”, affonda il presidente Antonio Decaro. “Vorrei che il ministro considerasse i sindaci degli alleati, con i quali confrontarsi per arricchire il patrimonio di informazioni e di esperienze da cui dipendono le politiche di sicurezza urbana”.

Per il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella “questo provvedimento sa di spot elettorale, anche perchè la legge stabilisce già quello che possono fare i prefetti e cosa possono fare i sindaci, che sono eletti direttamente dai cittadini. La verità – argomenta – è che Salvini dovrebbe dare il ministro dell’interno, una volta tanto, e inviare alle nostre città, come anche a Firenze, le forze dell’ordine che servono e che invece sono sotto organico e ancora non si vedono sulle nostre strade a garantire la sicurezza di cui i cittadini hanno pieno diritto”.

 


L’approfondimento quotidiano lo trovi su Rep: editoriali, analisi, interviste e reportage.
La selezione dei migliori articoli di Repubblica da leggere e ascoltare.

Rep Saperne di più è una tua scelta

Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml