ROMA – “I servizi pubblici, fondamentali per i bambini, sono stati attaccati nelle scorse settimane a seguito dei combattimenti nel nord-ovest della Siria. Parte di questa triste realtà sono i ripetuti attacchi contro i servizi idrici, che taglia fuori dall’acqua i bambini e le famiglie mentre aumentano le temperature estive. L’UNICEF conferma che otto impianti idrici – di cui tre sostenuti dalla stessa organizzazione umanitaria delle Nazioni Unite – nel distretto di Al-Ma’ra, a sud di Idlib, sono stati attaccati solo negli ultimi due mesi. Queste strutture forniscono acqua potabile a quasi 250.000 persone nella zona. Tra queste strutture c’è la principale stazione idrica nella zona di Maaret An-Numan. E ‘ stata gravemente danneggiata, costringendo le famiglie a fare affidamento sull’autotrasporto d’acqua per le loro necessità quotidiane. Gli impianti idrici non sono un obiettivo, devono essere protetti in ogni momento.

Nel mirino delle forze in campo anche gli ospedali. “In linea con il diritto internazionale umanitario – ha sottolineato Geert Cappelaere, direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa – tutte le parti in conflitto e coloro che esercitano un’influenza su di loro, hanno l’obbligo di fermare gli attacchi alle strutture idriche e a tutte le infrastrutture civili di base in Siria”. Ma le strutture idriche non sono le sole ad essere prese di mira. Numerosi ospedali di Idlib e Hama – secondo alcuni report di  Amnesty International – sono stati attaccati nonostante avesse fornito alle parti in conflitto le proprie coordinate. Secondo le Nazioni Unite e le organizzazioni mediche siriane, almeno 15 ospedali sono stati danneggiati o distrutti a Idlib e Hama dall’inizio di maggio. Tutto questo ha già prodotto l’evacuazione forzata di oltre 200 mila persone.


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