La signora Fenzo racconta nei particolari la storia del rapimento del suo cane Skipper e taglia corto soltanto quando sta per rivederlo: “Mi scusi, sono arrivata a Chiasso, lo posso riprendere” dice con l’emozione in gola. Skipper è un setter rapito lunedì scorso a Venezia, ma grazie ai social e all’onda emotiva che ormai travolge gli amanti degli animali è stato ritrovato in sole 36 ore. Lunedì scorso la signora che si occupa di Skipper quando la famiglia è al lavoro è entrata in un negozio per fare un acquisto e quando è uscita Skipper non c’era più “È rimasta dentro meno di 5 minuti – dice Chiara Fenzo – e ci ha subito avvertiti”. Skipper è microchippato e ha un collare con il numero di telefono dei proprietari, per cui è stato subito escluso che si fosse scappato.

“Eravamo disperati – racconta ancora la proprietaria – mia cognata che è abile sui social ha lanciato un appello. Non avrei mai pensato che così tante persone si sarebbero mobilitate in un attimo. Il post ha raggiunto subito oltre 10 mila condivisioni”. La foto di Skipper è passata da un profilo social a un altro, finché è arrivata la segnalazione: qualcuno lo ha visto alla stazione di Milano, poi alla stazione di Como, un uomo lo teneva al guinzaglio.

Di pari passo con i social si è mossà però la polizia. “Noi abbiamo fatto subito la denuncia, non senza qualche difficoltà perché continuavano a dirci che era scappato – osserva la proprietaria – però la polizia ferroviaria si è mossa subito”. Skipper e il suo rapitore sono stati fermati a Chiasso, in Svizzera, dove l’uomo (un senza fissa dimora del quale però non si sa al momento di più) è stato preso in consegna dalla polizia locale,  mentre il cane è stato affidato alle volontarie del posto.

“Mi hanno detto che il rapitore ha accento dell’Est e lo ha preso per esibirlo e chiedere l’elemosina – dice Fenzo – e che quando la polfer lo ha individuato sul treno ha dato in escandescenze”. La signora è ancora sbalordita dalla gara di solidarietà: “A parte la segnalazione di una ragazza che lo ha fotografato alla Stazione Centrale di Milano mentre saliva sul treno per Lugano e ha consentito le ricerche tra le stazioni di Monza, Seregno, Como e Chiasso e quella di un altro passeggero sul treno sono colpita dai messaggi arrivati da ogni parte d’Italia”.

Però neanche le storie a lieto fine sono risparmiate dal lato oscuro della Rete: “Ci hanno mandato messaggi di accusa, sostenendo che eravamo dei delinquenti perché non in grado di custodire il nostro cane. La signora che lo ha legato fuori dal negozio lo ha lasciato il tempo necessario per comprare un pacchetto di sale, a Venezia non abbiamo le auto in cui chiuderli. Era inconsolabile, ha pianto per ore – conclude Chiara Fenzo – in complesso però parlerei della mia esperienza dei social, che uso pochissimo, in modo positivo. E ora mi scusi, sono arrivata a Chiasso…”.


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml