SONO 1500 in più le specie a rischio in natura. Lo fa sapere l’Unione internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) che ha appena aggiornato la ‘lista rossa’, frutto del monitoraggio sullo stato delle specie animali e vegetali. Ora se ne contano 28.338, pari al 27% di tutte quelle mondialmente conosciute. Per 6.127 è persino ‘allarme rosso’: 6.127, quasi 300 in più rispetto all’anno scorso, si trovano infatti in una situazione di pericolo molto grave, a un passo dall’estinzione.

Le cause perlopiù sono quelle già conosciute: perdita di habitat, in parte causata dai cambiamenti climatici, ma soprattutto le attività umane poco sostenibili, in primis pesca e caccia intensiva, oltre all’inquinamento dell’aria e alle malattie invasive sono le principali cause del crescente numero di specie a rischio. Tra di esse, sette scimmie tra cui la rolaway, 15 specie di pesce cuneo e pesce violino, due famiglie di razze e una quindicina di funghi europei.

“La natura sta declinando ad una velocità senza precedenti nella storia dell’umanità. La nostra lista conferma i dati dell’ultimo rapporto dell’Ipbes (la piattaforma intergovernativa per la scienza e la politica in materia di biodiversita’ e servizi ecosistemi)” ha dichiarato Jane Smart, direttore globale del gruppo di conservazione della biodiversità dell’Iucn. “Sia il commercio nazionale che quello internazionale sono responsabili del declino delle specie negli oceani, in acqua dolce e sulla terra. Servono azioni decisive globali per fermare questo declino” ha sottolineato Smart.

 


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