ROMA – Più della metà delle specie di squali e razze nella regione mediterranea è in pericolo di estinzione con 20 specie in pericolo critico, 11 in pericolo, 8 vulnerabili. Un trend peggiorato negli ultimi 10 anni. Lo denuncia il Wwf ricordando che dal Mediterraneo settentrionale è già completamente scomparso il pesce chitarra, elencato come “in pericolo” nella regione; mentre gli squali angelo si sono estinti ‘commercialmente’ e ora sono gravemente minacciati.

A minacciare queste specie nel Mediterraneo, la pesca (eccessiva, illegale o ricreativa) che colpisce circa il 20% di tutte le specie di squali e di razze. Uno studio che analizza le aree costiere in Spagna, Italia, Turchia e Francia ha scoperto che con la pesca ricreativa sono state catture almeno quattro specie attualmente in pericolo. La guardia costiera italiana, poi, afferma che lo squalo venduto come pesce spada è una delle tre frodi di pesca più comuni nel nostro Paese.

Le indagini sul Dna hanno anche riscontrato che alcune specie di squali sono state etichettate in modo errato: in un mercato greco il 56% dei campioni era classificato erroneamente, comprese le specie a rischio e quelle protette, illegalmente vendute ai consumatori. Infine, anche in questo caso, la plastica in mare gioca il suo ruolo: più di un quarto delle verdesche recentemente analizzate ha ingerito plastica.

Intanto I primi quattro squali ‘sentinella’ Verdesca (Prionace glauca), una delle 20 specie più a rischio di estinzione, nuotano in questi giorni nel basso Adriatico ‘raccontando’ in diretta il loro comportamento (durata immersione, spostamenti), grazie ai ‘tag’ satellitari dei ricercatori del progetto Safesharks del Wwf, che ha diffuso una nota, condotto con Coispa, Inca e la comunità di pescatori di Monopoli, la più importante dell’Adriatico per il pesce spada. I 4 animali, lunghi circa un metro e mezzo, sono i primi ‘taggati’, a nord del Gargano, durante normali battute di pesca. Dai primi dati, si sposterebbero verso sud ma in autunno si attendono maggiori dettagli. Le Verdesche sono tra gli squali più colpiti dal ‘bycatch’: liberate dopo la cattura accidentale, obiettivo di Safesharks è proprio valutare le probabilità di sopravvivenza dopo la liberazione, applicando con i pescatori le linee guida per le tecniche di rilascio ottimali. È il primo esperimento del genere in quest’area del Mediterraneo.


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Carlo Verdelli
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