MENO plastica per la Grande Mela. Dal 1° gennaio a New York è infatti entrato in vigore il “Foam ban”, decreto che mette al bando per negozi, ristoranti e consumatori i vassoi in plastica, i contenitori in polistirolo e altri prodotti in schiuma. Stop dunque a tutti quei “porta panino”, come per hot-dog o i classici hamburger; oppure a certi tipi di tazze monouso con cui i newyorchesi bevono per strada il caffè e ancora i classici vassoi per il take away. Il divieto, che riguarda soprattutto i contenitori d’asporto in polistirene espanso, si è reso necessario per il difficile smaltimento dei prodotti e fa parte di una più amplia battaglia all’abuso di plastica portato avanti da parte di diverse città americane. 

 

Gli esercizi hanno tempo fino a giugno per adattarsi completamente ai termini del nuovo divieto e, per coloro che continueranno a vendere prodotti nei contenitori di plastica vietati, sono previste multe salate anche fino a 1000 dollari. Spazio solo ad alcune eccezioni per alimenti speciali confezionati ancora nei contenitori in schiuma (come per carne, frutti di mare e altro) ma in generale “tutti gli esercizi avranno tempo fino al 30 giugno per adattarsi al regolamento ed esaurire eventuali stock”. 

 

Non è stato semplice arrivare all’applicazione del divieto. L’idea di vietare questi contenitori di plastica per aiutare l’ambiente risale infatti al 2013, quando allora era sindaco Michael Bloomberg. Nel 2015 portò avanti la battaglia anche Bill de Blasio ma una coalizione di produttori e ristoratori portò il “foam ban” davanti al giudice che chiese all’amministrazione di New York più informazioni prima di confermare l’applicazione del bando. Grazie a nuovi studi che dimostrano la pericolosità delle microplastiche in natura e la difficoltà di smaltire in contenitori in schiuma il “ban” è stato successivamente accettato ed è appena entrato in vigore. Divieto che, tra l’altro, è già in atto in diverse città tra cui Chicago, Honolulu, Boston e Washington. Quest’ultima, inoltre, ha appena vietato in ristoranti ed esercizi anche la diffusione e l’utilizzo di cannucce di plastica, altre grande “piaga” per l’inquinamento marino. 


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Mario Calabresi
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