Condannato definitivamente a sei anni e tre mesi di reclusione per l’incendio allo stabilimento ThyssenKrupp di Torino nel quale morirono sette operai, l’ex manager Marco Pucci ha ottenuto l’affidamento ai servizi sociali e ha potuto lasciare il carcere di Terni dove era detenuto dal maggio del 2016. Lo ha appreso l’Ansa da diverse fonti in città, dove Pucci risiede con la famiglia. L’incendio di Torino avvenne il 6 dicembre 2007.

La misura alternativa alla detenzione è stata disposta dal tribunale di sorveglianza già da qualche mese, ma se ne è avuta notizia ora, dopo che la vicenda giudiziaria è tornata d’attualità in seguito alla notizia che il procedimento nei confronti dei due manager tedeschi condannati, ancora liberi in Germania, potrebbe essere archiviato.

Pucci (all’epoca dei fatti di Torino responsabile commerciale dell’area marketing e successivamente per un periodo amministratore delegato dell’Ast di Terni) già nel giugno 2017 aveva ottenuto la possibilità di svolgere un lavoro esterno al carcere, come consulente in un’azienda del posto, con obbligo di rientro in cella alle 18.30. In maggio aveva anche chiesto la grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

E’ invece ancora in carcere l’altro manager ternano coinvolto nello stesso processo, Daniele Moroni, condannato a sette anni e sei mesi. Gli è stato comunque concesso lo stesso beneficio del lavoro esterno e ha la possibilità di rientrare in cella alle 22. Può inoltre beneficiare di alcuni permessi premio nel fine settimana. Anche il suo legale, l’avvocato Attilio Biancifiori, presenterà nei prossimi mesi, appena lo permetteranno i termini, la richiesta di affidamento ai servizi sociali. “Moroni ha accettato la sua condizione – spiega il legale – e vive questo stato di detenzione con serietà e senso di responsabilità”.

 


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