Uno spettacolo che nessuno avrebbe mai voluto vedere, e ancora meno Samantha Cristoforetti, l’astronauta italiana che molto prima di arrivare nello spazio è cresciuta a Malé, in Val di Sole, Trentino. E il triste spettacolo di quegli alberi abbattuti dal maltempo l’ha colpita nel profondo.

Cristoforetti ha affidato a un tweet le sue sensazioni: “Sono cresciuta tra gli alberi del Trentino. Da piccola pensavo che fossero eterni e che fossero gli abeti, facendo ondeggiare i rami, a creare il vento. Grande tristezza”.

Uno degli effetti più eclatanti della perturbazione di questi giorni – oltre alle vittime, alle aree isolate e ai danni – è stato proprio il numero di alberi abbattuti, in città ma soprattutto nelle aree boschive. Coldiretti stima in 14 milioni gli alberi abbattuti con conseguente compromissione dell’equilibrio ecologico e ambientale e messa a rischio della stabilità idrogeologica.

Ad essere abbattuti sono stati soprattutto faggi e abeti bianchi e rossi nei boschi dal Trentino all’Alto Adige, dal Veneto al Friuli, dove ci vorrà almeno un secolo per tornare alla normalità.

“Nei boschi – spiega Coldiretti – si trova una grande varietà di vegetali e una popolazione di mammiferi, uccelli e rettili che per il disastro è stata sconvolta, mentre la mancanza di copertura vegetale lascia il campo libero a frane e smottamenti in caso di forti piogge”.

 


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Mario Calabresi
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