Si è  aperto questa mattinain corte di appello a Firenze il processo per la strage ferroviaria di Viareggio. La corte, composta dalle giudici Paola Masi e Anna Favi e dal collega Giovanni Perini, si è ritirata in camera di consiglio per decidere se ammettere o meno in aula fotografi e cineoperatori. La pg Luciana Piras e il pm di Lucca Salvatore Giannino si sono dichiarati contrari alla “spettacolarizzazione” del processo. Gli avvocati dei familiari delle 32 vittime si sono invece dichiarati favorevoli affinché il procvedimento possa essere seguito dal pubblico. Contrari i difensori dei 32 imputati. Solo l’avvocato Armando D’Apote, difensore dell’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti, si è rimesso alla decisione della Corte. Che dopo pochi minuti di camera di consiglio ha vietato foto e riprese.

“Nel processo che si apre, pur sapendo che la causa della morte di 32 persone è stato un incendio, si prescriverà il reato di incendio colposo – aveva detto alla vigilia Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” – un colpo di spugna che cancella la verità. Chiediamo agli imputati, colpevoli o innocenti che siano, di rispettare le fasi del processo e di rinunciare alla prescrizione”.

Un anno e 10 mesi dopo la sentenza di primo grado, dunque, riparte il processo sull’incidente ferroviario del 29 giugno 2009 in cui 32 persone morirono dopo il deragliamento di un treno che trasportava gas e l’esplosione che distrusse un intero quartiere uccidendo gli abitanti mentre erano in strada o nelle loro case.

A Lucca, il 31 gennaio 2017, dopo 7 anni e 140 udienze, furono condannati 23 dei 33 imputati accusati a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni personali. Tra questi l’allora ad di Fs Mauro Moretti ( 7 anni), l’ex ad di Rfi Michele Mario Elia e l’ex ad di Trenitalia Vincenzo Soprano (7 anni e 6 mesi). Le condanne più pesanti furono inflitte ai responsabili della tedesca Gatx Rail, che aveva affittato a Fs i carri cisterna: nove anni e mezzo a Rainer Kogelheide, amministratore della società e a Peter Linowski, responsabile sistemi manutenzione. (Qui tutte le condanne imputato per imputato).
 

Nel processo d’appello la prescrizione calerà la sua scure sui reati di incendio e lesioni colpose: “Per i familiari delle vittime invece il dolore non va in prescrizione “, dice Piagentini. Lui nella strage ha perso la moglie, due figli piccoli e ha subito 40 operazioni. Lunedì Piagentini era alla Camera. L’associazione è stata convocata nelle audizioni delle commissioni per il progetto di legge sulla riforma della giustizia: “Abbiamo portato la nostra semplice esperienza da utenti della giustizia – spiega Piagentini – abbiamo sottolineato come nel nostro processo non c’è stata equiparazione tra parti civili e imputati. Ci ha però ferito vedere come alcuni membri della commissione ci abbiano attaccato sostenendo come questo non sia stato vero”. Oggi un pezzo di Viareggio si trasferirà al Palazzo di Giustizia di Firenze. L’associazione ha chiamato a raccolta la città e ha organizzato un autobus.

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Non ci sarà uno dei 33 imputati, Salvatore Andronico, condannato in primo grado a sei anni in qualità di responsabile sicurezza di Trenitalia Cargo. Andronico a ottobre è stato ucciso insieme al figlio Simone a colpi di pistola dal vicino di casa nella sua villetta a Sesto Fiorentino per futili motivi di vicinato.


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