L’indagine parte dallo striscione che inneggia a Mussolini in corso Buenos Aires, ma si allarga ad altri episodi di violenza ultrà delle curve: e l’ipotesi su cui la procura di Milano lavora è quella di associazione per delinquere. C’è un salto di qualità nelle indagini sui tifosi laziali e neofascisti che alla vigilia del 25 Aprile hanno deciso di sfidare la città Medaglia d’oro della Resistenza con saluti romani, cerimonia del ‘presente’ e quel lungo striscione srotolato a due passi dal simbolico piazzale Loreto. La Digos di Milano, con la collaborazione dei colleghi romani, ha denunciato otto tifosi laziali per manifestazione fascista e un interista per porto di arma impropria, un manganello telescopico. Già ieri, subito dopo il blitz e grazie alle foto e ai video fatti dai passanti, la polizia aveva individuato 22 persone, di cui 19 laziali e tre interisti. Ma poi, andando avanti con le indagini, la denuncia è scattata per quelli di loro nelle cui auto è stato trovato materiale collegato direttamente al blitz.

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E’ solo l’inizio, come si è detto. Perché il procuratore aggiunto Alberto Nobili, che coordina il pool antiterrorismo, non ha solo aperto l’inchiesta per manifestazione fascista, ma sta allargando il campo ad altri episodi, come la rissa con un morto prima di Inter-Napoli del 26 dicembre. Gli inquirenti, infatti, stanno valutando anche l’ipotesi di associazione per delinquere per indagare sulle curve ultrà.

 


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