BOLOGNA – Sentendosi seguita la ragazza ha chiamato l’amico arabo con cui si era salutata poco prima che però, parlando solo inglese e parecchio allarmato, ha contattato un suo amico in Cile che conosce l’italiano chiedendogli di avvertire la Polizia a Bologna e il ragazzo ha poi telefonato il 113. E’ successo anche questo la notte del 2 giugno quando una ragazza, studentessa italiana 24enne, ha subito una violenza sessuale in un’area verde nelle vicinanze del Dopolavoro ferroviario.

Il suo aggressore è stato trovato dalla Polizia: la notte dell’8 giugno è stato infatti ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti del 31enne Venturi Orianderson, originario del Brasile ma naturalizzato italiano. Sarebbe lui l’autore dello stupro.

La ragazza nonostante lo spavento è apparsa “molto lucida fin da subito” nel descrivere la situazione alla Squadra mobile e questo ha facilitato le indagini. Ha raccontato di uno zainetto rosso, un paio di scarpe da ginnastica (ricordando anche la marca) e perfino che portava una fede che, grazie al riflesso nel buio della notte, le ha permesso di capire che il ragazzo che la stava violentando era di colore.

Una serie di elementi grazie ai quali ha riconosciuto il suo aggressore tra quattro presunti sospettati che la Questura le ha mostrato dopo aver prelevato alcune immagini dalle telecamere di videosorveglianza di una pizzeria che si trova all’interno del parco del Dlf.

Una volta confermata l’identità la Squadra mobile, anche grazie ad una serie di elementi raccolti sui social network), ha scoperto che Venturi conviveva con una ragazza in un appartamento in via Albani. Gli agenti si sono presentati a casa sua, durante la perquisizione, sono stati trovati lo zainetto rosso, le scarpe, la coperta che portava con sè il ragazzo la notte dell’aggressione, insieme ad altri oggetti lasciati all’interno del box doccia come se l’intenzione fosse quella di lavarli, come è stato spiegato oggi in Questura durante l’annuncio del fermo.

Ancora, l’aggressore pare essersi tagliato i capelli dopo il 2 giugno: tutti elementi che “dimostrano l’intento nel gesto e una chiara mentalità criminale”, dicono gli agenti, aggiungendo che Venturi era già stato fermato per violenza sessuale nel 2016 a seguito della denuncia di una sua ex fidanzata.


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