LODI. Il vincitore potrebbe essere anche un monsignore della curia che sta a cento metri di distanza. O un bancario dell’ex sede centrale della Banca Popolare di Lodi qui vicina. «E chi lo sa. Oggi entravano e chiedevano tutti: mi dia una schedina a caso. Continuavo a stampare». Guglielmo Poggi ha appena recuperato un po’ di calma: ha saputo da un’ora che è nel suo Bar Marino di via Cavour a Lodi che è stato azzeccato il 6 al Superenalotto da 209 milioni di euro, la vincita più alta mai registrata nei concorsi a premi. «Stavamo mangiando hanno iniziato a chiamarci tutti gli amici, che emozione» aggiunge la moglie Marisa Caserini che con la figlia Sara, 26 anni, è la titolare del bar tabacchi in pieno centro storico. Il bar è aperto dalle 7,30 alle 19,30: erano appena arrivati a casa, a Paullo, quando hanno saputo. Alle 21,50 sono tornati a Lodi per far festa. La sequenza 7, 32, 41, 59, 75, 76 è stata generata tramite Quick Pick, un sistema Sisal che crea casualmente la giocata, con una schedina da due euro. «Noi vendiamo dei sistemi a chi ce li chiede — spiega la signora Caserini — li prendiamo dall’elenco Sisal già fatto, ma questa volta non è uno di questi sistemi». Fuori dal locale si raduna una piccola folla di amici e conoscenti. Tutti a ridere e a guardarsi con sospetto. Ma Lodi è spopolata e al brindisi dei titolari partecipano in pochi. «In questi giorni le vincite sono aumentate alla grande — spiega ancora Poggi — viene gente mai vista perché molti altri tabaccai sono chiusi». Che clientela gioca di solito? «Di tutti i tipi, di mezza età soprattutto, abbiamo la nostra clientela ma c’è sempre gente del mercato, che si tiene a 200 metri da qui quattro volte alla settimana, che prende il caffè e poi la schedina. Tanta gente di passaggio». Il bar Marino è un bar fortunato. Negli ultimi sei anni, da quando è la famiglia Poggi a gestirlo, sono già stati vinti 123 mila euro con un 5 nel 2015 e altri 51 mila euro l’anno scorso. Sempre con un 5.

Marisa Caserini, mentre arrivano gli amici a felicitarsi, schiaccia un po’ di tasti sul terminale Sisal e stampa il bollettino ufficiale che riporta i risultati con la vincita. Ma si contiene parecchio: «Dobbiamo anche stare attenti con le nuove leggi che impongono di non incitare al gioco, per cui non chiedetemi troppi particolari». Sapere a che ora è stata giocata la schedina vincente? «Impossibile, non riusciamo a vederlo» spiega Gersi Koci, barista che aiuta al banco.

A tarda ora nel bar ancora i titolari si interrogano su chi possa essere il vincitore: «No, non lo so. Impossibile saperlo. Se ci aspettiamo un gesto di ringraziamento? — dice papà Poggi — Quando hanno vinto in passato non si è fatto vivo nessuno. Ma erano cifre piccole. Capita che ci portano un vaso se fanno vincite piccole o offrono da bere, questo sì. Ma per una vincita così grande… io starei bello zitto». È la moglie conferma: «Cosa farei io con 200 milioni? Sono talmente tanti che spero che chi li abbia vinti li divida con qualcuno. A volte chiedo a chi gioca: se vinci mandami almeno una cartolina».
 


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Carlo Verdelli
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