Un operaio dello stabilimento siderurgico di Taranto, di 48 anni, è morto nella notte fra il 17 e il 18 giugno, dopo aver combattuto contro un tumore ai polmoni che gli era stato diagnosticato due anni fa. Lavorava nel reparto Treni nastri 2 dell’ex Ilva.

“Ciao amico mio, riposa in pace”, scrive su Facebook Stefano Sibilla, segretario della Flmu Cub di Taranto. “In questa città – aggiunge – la vita è crudele grazie alla mala politica, anche sindacale”. Sibilla sottolinea che “a Luca nel 2017 fu diagnosticato un tumore ai polmoni. Dal 2017 ad oggi aveva vissuto un bruttissimo calvario. I suoi occhi si sono spenti stanotte”.

“Questo – attacca l’esponente della Federazione lavoratori metalmeccanici uniti – è un altro omicidio di Stato. Voi cari colleghi, sì, solo voi potete fermare questa mattanza, siete i primi esposti a tutto il male che quella fabbrica sprigiona, dovete capire tutti che quella fabbrica non è più compatibile con la vita umana”.


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