ROMA – Le ultime notizie sono agghiaccianti: sale a 5 il numero delle tartarughe trovate decapitate in Puglia. La denuncia del Wwf passa per Twitter, richiamando l’attenzione sull’allarme dato dal Centro recupero tartarughe Wwf di Molfetta, in provincia di Bari, che ha ritrovato i carapaci delle Caretta Caretta senza la testa: diversi casi in pochi giorni, sulle spiagge del litorale tra Bari e Trani.

Non basta la plastica a minacciare una specie che ha visto ridursi drammaticamente la popolazione. Le tartarughe Caretta Caretta, a rischio estinzione, ora fanno i conti con quella che secondo il Wwf è un’emergenza legata a riti scaramantici. Un’ipotesi avanzata anche dagli esperti del progetto europeo TartaLife, che si occupa della tutela di questi animali.

“Se realmente la causa della morte delle cinque tartarughe decapitate recuperate in Puglia è attribuibile a riti scaramantici effettuati da pescatori, dobbiamo mettere in chiaro che questi vandali nulla hanno a che fare con la maggioranza dei pescatori che, al contrario, verso il mare e le sue creature, nutrono grande rispetto e attenzione”, sottolinea Alessandro Lucchetti del Cnr-Irbim di Ancona, capofila del progetto, che in oltre cinque anni ha lavorato a fianco di numerosi pescatori professionisti, grazie ai quali “la mortalità delle tartarughe accidentalmente catturate è diminuita notevolmente”.

Sempre più pescatori in Puglia, in Italia e nel mondo, spiega il Wwf, contribuiscono alla conservazione delle tartarughe marine adottando delle semplici pratiche a bordo, che aumentano le loro probabilità di sopravvivenza dopo il rilascio o semplicemente adottando modifiche degli attrezzi da pesca che riducono le catture.

“Con il progetto TartaLife lavoriamo quotidianamente proprio per contribuire fattivamente alla conservazione della tartaruga marina – ha continuato Lucchetti -.  E lo abbiamo fatto proprio insieme a molti operatori della pesca, sviluppando e diffondendo specifici attrezzi da pesca a basso impatto, potenziando i centri di recupero, formando i pescatori su cosa fare in caso di catture accidentali. E se pure molto rimane ancora da fare, possiamo dire che la collaborazione è stata un successo”.

Circa 900 tartarughe ferite vengono soccorse e accolte ogni anno nei Centri di Recupero Wwf (Policoro, Molfetta, Lampedusa e Torre Guaceto) dove vengono curate e liberate. La tartaruga marina comune è una specie carnivora diffusa tanto nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico quanto nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. In particolare, nel Mediterraneo, i siti di deposizione delle uova sono localizzati soprattutto nella parte orientale (Grecia, Turchia, Cipro, Libia). In Italia, i nidi deposti ogni anno sono solo alcune decine di unità (7mila nell’intero Mediterraneo), ma i nostri mari rivestono grande importanza per le popolazioni del bacino.






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