Dalla Ue arriva un deciso altolà al rinvio ad aprile degli appalti per il tunnel ferroviario Tav Torino-Lione, deciso dal ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli in accordo, come ha spiegato, con la sua omologa francese Elisabeth Borne: una decisione di “congelare” l’opera confermata ieri agli imprenditori dal premier Giuseppe Conte ma che rischia di pesare sull’Italia con un conto a nove zeri. La cifra da restituire, assieme a quella che non verrebbe più erogata, sfiora gli 1,7 miliardi: 871 milioni versati da Bruxelles per i sondaggi già eseguiti e altri 814 per la prima fase dell’opera. In ogni caso, come aveva già ammonito il commissario alla Tav Paolo Foietta, i ritardi nella tranche di lavori da eseguire entro il dicembre 2014 provocheranno “una perdita di 75 milioni al mese”.

Stamattina il portavoce della Commissione europea per i Trasporti Enrico Brivio, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, è stato molto chiaro: la Commissione europea, ha spiegato, “non può escludere che potrebbe essere costretta a chiedere all’Italia di restituire i contributi già concessi nell’ambito della Connecting Europe Facility” per la Tav Torino-Lione, “se non saranno spesi ragionevolmente in linea con le scadenze previste dall’accordo di finanziamento, in applicazione del principio ‘o si utilizza o si perde’ “. 

“Nessuna cifra può essere indicata in questa fase – ha aggiunto Brivio – ma speriamo che non accada, dato che pensiamo che la Torino-Lione sia un progetto importante”, continua Brivio. Il tunnel della Tav, prosegue, “non è importante solo per la Francia e per l’Italia, ma per l’intera Europa, specialmente nel contesto del corridoio mediterraneo Eu-Ten-T”.

“A causa della sua dimensione strategica per l’Europa – dice ancora il portavoce -il corridoio è cofinanziato in misura significativa dal bilancio Ue. E, come ogni altro progetto finanziato dalla Eu, Connecting Europe Facility si fonda su un accordo di finanziamento che prevede una chiara tempistica per il completamento dei lavori”.

 


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