Ha fornito “numerosi dettagli” sulle “modalità dell’attacco” che saranno utili per “risalire ai responsabili dell’omicidio di Belardinelli”, “nonostante le minacce ricevute presso la sua abitazione e apparse sui numerosi social network”. Per questo, come scrive il gip Guido Salvini nell’ordinanza di scarcerazione, al tifoso dell’Inter Luca Da Ros, 21 anni, da giorni rinchiuso a San Vittore, possono essere concessi gli arresti domiciliari. Il giudice nel provvedimento sottolinea anche come il 21enne abbia svelato la “identità di numerose persone coinvolte” malgrado la “pressione” e la “omertà” della curva. E ad oggi sono otto, complessivamente, le persone indagate a Napoli. Si tratta dei 5 tifosi azzurri, tra cui un minorenne, che erano a bordo della Volvo V40 sequestrata dalla magistratura milanese e altri tre che viaggiavano a bordo di una seconda auto del convoglio azzurro, ritenuta coinvolta nell’incidente. Anche questa seconda vettura, a breve, dovrebbe essere sequestrata. Per tutti si ipotizza il reato di omicidio volontario.

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Domiciliari per Da Ros

Da Ros dunque torna a casa sua. Determinante è stato l’interrogatorio di ieri davanti ai pm. In quel contesto, infatti, il ragazzo ha deciso di collaborare e la sua scelta di parlare, riconosce il magistrato, non è stata facile per la “pressione che i gruppi di tifosi ultras sono in grado di esercitare”. Ieri a San Vittore, davanti ai pm, “su un album fotografico di 34 persone” con gli ultrà della curva “ne ha riconosciuti 7-8”, “alcuni dei quali hanno partecipato” all’assalto. Lo ha spiegato il suo legale, l’avvocato Alberto Tucci, chiarendo che il 21enne ha riconosciuto tra le foto anche quella di Nino Ciccarelli, capo dei ‘Viking’ della curva nord. Il legale ha aggiunto che Da Ros ha riconosciuto tra le foto come partecipanti al blitz contro gli ultras napoletani “gli altri tre soggetti che erano in macchina con lui, tra cui ‘Giotto'”, ossia colui che avrebbe anche portato in ospedale Belardinelli.

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Da Ros, secondo il legale, interrogato ieri dai pm ha detto che lui non sapeva se l’agguato fosse stato preordinato o meno, anche perché “gli ultras accedono a queste notizie mano a mano che salgono la scala gerarchica”. Per Da Ros, come riferito l’avvocato Tucci, “non esiste una cupola nella curva interista, la curva è una grande famiglia, però c’è un gruppo ristretto che organizza e dentro questo gruppo ci sono soggetti che tra loro si interfacciano”. Il giovane ha parlato ai pm dei quattro gruppi storici della curva nord, ossia i Boys, i Viking, gli Irriducibili e Brianza Alcolica, “ognuno con un capo”. Da Ros avrebbe anche riferito che Franco Caravita, leader dei Boys, non sarebbe stato presente all’assalto. Dopo la concessione dei domiciliari, il legale ha spiegato che a suo dire “non c’è un eccessivo timore per l’incolumità di Da Ros”, e ha concluso: “Lui ha detto tutto ciò che sapeva e confermerà le dichiarazioni nel corso delle indagini”.

Otto indagati, ma l’inchiesta si allarga

Le indagini degli investigatori sono destinate ad allargarsi: nei prossimi giorni verranno sentite altre persone. Il nodo della questione sta nel fatto che gli indagati si rimpallano la responsabilità su chi fosse alla guida della Volvo V40 sotto sequestro. Nessuno, in sostanza, ha ammesso di aver investito Belardinelli. Gli inquirenti hanno individuato diverse auto. Agli otto tifosi azzurri indagati sarebbe stato contestato anche il reato di rissa.

La Digos di Milano e quella di Napoli hanno collaborato nel realizzare gli interrogatori che oggi hanno portato all’iscrizione di 8 tifosi del Napoli nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario, ma potrebbero essere decine di persone a ricevere avvisi di garanzia. “Trenta, quaranta”, ha detto l’avvocato Emilio Coppola uscendo dalla Questura di Napoli al termine degli interrogatori cui sono stati sottoposti i quattro tifosi azzurri che erano nella Volvo. Coppola, che inizialmente era il difensore di tutti e quattro gli indagati, nel corso degli interrogatori di oggi ha lasciato la difesa di due ragazzi le cui versioni davanti agli investigatori della Digos di Milano sono apparse in contraddizione tra loro su alcuni aspetti.
“Al momento – ha spiegato – sono in corso accertamenti sui ragazzi della Volvo. Ci saranno sviluppi nelle prossime ore, saranno sentiti i passeggeri di altre auto, noi abbiamo chiarito la nostra posizione. Ma si parla di molti indagati – ha ribadito il legale – si faranno accertamenti su molti veicoli e so che verranno sequestrate altre auto”.

 


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