Torino: è morto Caligaris, street artist e fumettista dell’impegno sociale soffocato da un boccone mentre cenava con la fidanzata


Torino: è morto Caligaris, street artist e fumettista dell'impegno sociale soffocato da un boccone mentre cenava con la fidanzata

Formato all’Accademia Albertina, 37 anni, da venerdì era ricoverato alle Molinette. Il cordoglio del suo editore: “Persa una parte di noi”


Alessandro Caligaris era un artista molto conosciuto a Torino: disegnatore, fumettista, writer, si era formato all’Accademia Albertina di Belle Arti. Sono in molti a ricordarlo pubblicando le immagini dei suoi lavori sui social network. A 37 anni Caligaris è morto all’ospedale Molinette, martedì sera, dove era stato portato dopo essersi soffocato ingoiando un pezzo di carne, venerdì scorso, mentre cenava in una trattoria con la sua fidanzata. Quando è arrivato in ospedale le sue condizioni erano ormai disperate nonosante i soccorritori del 118 fossero riusciti a liberargli le vie respiratorie: è spirato dopo quattro giorni di agonia. Una fine identica a quella che aveva fatto, pochi giorni prima, Massimiliano Pirrazzo, 50 anni, ex comandante della polizia urbana di Brandizzo.

Caligaris era conosciuto per i suoi lavori sui muri di Torino e della provincia ma anche per opere pubblicate con la Eris Edizioni che oggi lo ricorda: “Non abbiamo molte parole per esprimervi il nostro dolore per aver perso una parte di noi, umanamente e professionalmente. Ci abbiamo creduto insieme, abbiamo percorso i primi passi insieme e insieme siamo cresciuti in questo mondo di disegni e parole”. Con Eris, Caligaris aveva pubblicato fumetti di denuncia come Hoarders, un racconto per immagini di una società ammalata divisa tra chi accumula privilegi e chi non ha nulla.

Uno degli ultimi lavori di Caligaris si intitola Blue Boy, un fumetto pubblicato dal’Anonima Fumetti in collaborazione con l’Associazione nazionale genitori autistici: Blue Boy racconta l’incontro, all’interno dei laboratori di arte-terapia dell’Accademia Albertina di Torino, tra un operatore e tre ragazzi autistici, attraverso un viaggio tra le loro opere. “Grazie dei fumetti che ci hai disegnato, dei muri che hai colorato, delle risate che ci hai strappato”, lo salutano gli amici sui social. “Dipingi forte anche da lassù”, scrive qualcuno.

01 novembre 2018 – Aggiornato alle







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