La sete, la fame e i piedi che fanno male, la sensazione di alienazione, la paura di non farcela, la voglia di piangere. Servono 24 ore calati nei panni di un migrante per avere una (minima) idea di quanto siano atroci le traversie patite da milioni di persone che lasciano il proprio Paese per trovare una chance in un altro mondo. Immedesimarsi in una donna anziana in fuga dalla guerra o in un padre perseguitato politico che spera di consegnare ai figli un futuro migliore è un gioco. Ma è riduttivo chiamarlo così. Si tratta piuttosto di una formazione “learning by doing” promossa dalla Croce rossa italiana, che hanno promosso “Giovani in movimento”, un gioco di ruolo rivolto ad under 30 per comprendere meglio la condizione dei migranti che aspirano a ottenere l’asilo politico. Quello è lo scopo del gioco, un obiettivo da raggiungere in un tempo di 24 ore affrontando difficoltà burocratiche, insidie linguistiche e fatiche fisiche che, sia pur per finta, fanno star male.

in riproduzione….

Proprio la verosimiglianza delle situazioni ricreate, infatti, permette di rendere la simulazione vicine alla realtà, secondo un modello ideato nei primi anni Novanta dall’insegnante danese Steen Cnops Rasmussen, preoccupato dai sentimenti di intolleranza e razzismo dei propri studenti nei confronti di rifugiati e persone migranti.

Già testato con volontari, il gioco ora si apre a chi voglia provare questa esperienza, che si svolge il 20 e 21 ottobre a Medesano, in provincia di Parma, e il 27 e 28 ottobre a Pinerolo, nel Torinese. Le iscrizioni sono aperte fino al 14 ottobre.
 


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