Torino, la femmina di capriolo star dei boschi: ma è troppo buona e viene salvata


Trasferita nell’oasi degli animali nel Torinese. Dicono gli esperti: “Non si cura dell’uomo e addirittura mangia una mela dalle mani di chi gliela offre: non è al sicuro in un bosco comune. Qualcuno può farle del male”


L’avevano incontrata un fotografo durante uno shooting fotografico con una modella e anche un cacciatore che da quel momento ha deciso si deporre il fucile e non  sparare mai più a un capriolo. La giovane femmina di capriolo diventata una star nei boschi di Giaveno era  troppo domestica per restare nei boschi alla mercè di cacciatori molto meno niobili di quelli che ha incontrato fino ad ora. Per questo gli uomini del nucleo tutela flora e fauna della città metropolitana ieri hanno trasferito l’animale in un posto più sicuro. Da oggi la sua nuova casa sarà l’oasi degli animali di San  Sebastiano.
Un capriolo che non si cura dell’uomo e addirittura mangia una mela dalle mani di chi gliela offre non è al sicuro in un bosco comune. “C’ era il rischio che qualcuno gli facesse del male, siamo intervenuti in fretta”, spiega Leone Ariemme del nucleo tutela flora e fauna della città metropolitana.  Impossibile dire che cosa l’abbia trasformata in un animale domestico: gli esperti ipotizzano che l’animale da piccolo sia stato avvicinato e nutrito dall’uomo e si sia così abituati alla presenza umana.
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La giovane femmina ha circa un anno e come previsto  si è lasciata catturare senza problemi.
 “A meno che non siano in evidente difficoltà o che siano feriti, occorre evitare di recuperare piccoli animali selvatici e allevarli in maniera amatoriale, perché possono sviluppare l’imprinting verso l’uomo, perdendo la loro naturale diffidenza ed esponendosi a pericoli” spiega  Barbara Azzarà, consigliera netropolitana delegata all’ambiente.
 
 

03 novembre 2018 – Aggiornato alle







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