TORINO – In campionato è un altro Napoli, più sicuro nei suoi mezzi e molto concreto in attacco, a differenza di quanto era successo a Belgrado in Champions. È stato dunque impari il duello con il Torino, crollato sotto i colpi di Insigne (doppietta) e Verdi. Per i granata la consolazione del gol su rigore di Belotti nella ripresa, che ha reso più onorevole la resa della squadra di Mazzarri. Ancelotti può invece godersi la netta vittoria (3-1) e i progressi del suo gruppo, protagonista di un primo tempo a tratti molto spettacolare.

È stata anche una partita a scacchi tra le due panchine. Le assenze di De Silvestri e soprattutto Iago Falque hanno costretto Mazzarri a ritornare al 3-5-2, con Berenguer e Aina sulle fasce laterali e il tandem di attacco composto da Zaza e Belotti. Le scelte a sorpresa di Ancelotti sono state invece condizionate dallo stress post Champions, che ha suggerito al tecnico del Napoli un turn over più robusto del previsto, con il debutto del giovane Luperto e Rog tra i titolari, il ritorno di Verdi (al posto di Zielinski) e con Mertens preferito a Milik come partner di Insigne. Spazio infine in cabina di regia per Marek Hamsik, in campo solo part time a Belgrado e alla presenza numero 506 con la maglia azzurra: sempre più vicino allo storico record assoluto (511) di Bruscolotti. In tribuna spettacolo, fair play e il pienone, nonostante l’orario mattutino e il gran caldo.

Torino-Napoli 1-3, doppietta di Insigne e gol di Verdi e Belotti

L’esultanza di Verdi

Intorno alla mezzora l’arbitro Irrati è stato obbligato perfino a interrompere il gioco per permettere ai giocatori di dissetarsi. Ma nel frattempo il Napoli era già volato sul 2-0, grazie a un avvio di gara allo stesso tempo efficace e scintillante, che ha spazzato via la resistenza abbastanza fragile del Torino. Il primo gol lo ha firmato dopo appena 4′ Insigne, approfittando di uno svarione difensivo di Moretti. Il raddoppio è arrivato invece al termine di un triangolo perfetto tra Mertens e Verdi (20′), che ha battuto per la seconda volta Sirigu con un bel tiro in corsa. In mezzo molte altre occasioni per gli azzurri, la cui sveglia ha funzionato certamente meglio rispetto alle prime giornate di campionato, in cui l’approccio sbagliato era stato il principale problema di Ancelotti.

Stavolta invece il Napoli è stato concentrato fin dall’inizio della sfida e ha messo in crisi con i frequenti scambi di posizione dei suoi quattro attaccanti, con il gran lavoro di Mertens al servizio dei compagni. Soltanto quando gli azzurri hanno tirato un po’ il fiato è venuto finalmente fuori anche il Torino, con un tiro di Zaza parato da Ospina e una punizione calciata male da Baselli. La migliore chance per la squadra di Mazzarri è capitata però nel recupero a Rincon, che l’ha gettata via con un tiraccio alle stelle da posizione molto favorevole. Ancora troppo poco comunque per riaprire la gara prima dell’intervallo. Ma nella ripresa i granata sono entrati in campo con un atteggiamento di gran lunga più aggressivo e sono stati subito premiati con il gol di Belotti su rigore (fallo ingenuo di Luperto su Berenguer, 6′). La partita s’è dunque riaccesa e Ancelotti è stato costretto a correre ai ripari con l’ingresso di Zielinski al posto di Verdi: mossa indispensabile per provare a irrobustire il centrocampo e frenare la reazione dei rivali.

Detto, fatto. Proprio Zielinski ha infatti avviato poco prima del quarto d’ora (14′) il micidiale contropiede con cui il Napoli ha ristabilito in fretta le distanze. Il primo tiro di Callejon è carambolato sul palo, ma sulla respinta ancora Insigne è stato riuscito ad anticipare tutti e a spedire il pallone in fondo alla rete. Soltanto a questo punto i ritmi si sono abbastati giocoforza un po’ abbassati a causa del gran caldo Irrati ha concesso ai giocatori il secondo time out, per dissetarsi. Il Torino ha provato ad approfittare del fisiologico calo atletico degli azzurri, reduci dalla trasferta di Champions a Belgrado. Ma gli unici pericoli li ha corsi nel finale Sirigu, molto attento su Insigne e Hamsik e graziato nel recupero da Allan. Ancelotti può sorridere, la sua squadra sta crescendo.
 


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