Si è costituito stamattina il “foreign figher italiano” Paolo Andolina, conosciuto come Pachino, che a marzo aveva violato l’obbligo di firma per tornare a combattere contro l’Isis nel Nord della Siria. L’attivista siciliano, che vive da anni a Torino, era stato denunciato per resistenza e lesioni per i disordini che si erano verificati la notte di Capodanno davanti al carcere Lorusso e Cutugno, nel quartiere delle Vallette, quando una settantina di persone avevano lanciato fuochi d’artificio contro la casa circondariale ed erano seguiti tafferugli con le forze dell’ordine.

Torino, si costituisce il foreign fighter italiano: "Ho violato le leggi per combattere contro l'Isis"

Paolo Andolina

Sottoposto alla misura cautelate dell’obbligo di firma, il trentenne siracusano si era allontanato da Torino e per questo era stato emanato nei suoi confronti un mandato d’arresto. Ma lui era già fuori dall’Italia, diretto in Siria come foreign fighter con il nome di battaglia di Azadi, per combattere contro l’Isis al fianco dei curdi dell’ “Unità di protezione popolare” Ypg. Viaggio di cui non Andolina aveva mai fatto mistero, tanto che aveva mandato dal Medio Oriente molte cronache di quell’esperienza.

“Partendo per la Siria del Nord – si legge su un sito di area anarchica – Paolo era consapevole di violare quelle leggi ingiuste ed era altrettanto consapevole che al suo ritorno in Italia l’avrebbe aspettato l’arresto ed il carcere”. Così stamattina è stato lui a presentarsi in questura, per poi essere portato in carcere. Il giovane ha già fatto richiesta di essere messo ai domiciliari.


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