ROMA – Arrivò sull’isola greca di Amorgos trentacinque anni fa, come turista. Con lei il marito e due figli piccoli. Venticinque anni dopo, deceduto il marito e divenuti grandi i figli, vi tornò da sola, alla ricerca di un monastero decadente e abbandonato che la prima volta le era entrato nel cuore. Entratovi, lo trovò com’era. E decise di non uscirvi mai più. Irina divenne suor Irini, monaca ortodossa che giorno dopo giorno, sola su quest’isola di sole e vento a metà strada fra Atene e Smirne, ha fatte nuove le pietre antiche, ristrutturato mura, pavimenti, icone e affreschi per vivere il sogno coltivato a lungo e in segreto del “solo a solo” con Dio, la solitudine abitata, la fuga mundi per ritrovare sé stessa e un personale equilibrio col tutto.
 
Suor Irini è una signora ormai di una certa età, unica suora dell’isola. Avvolta in un lungo abito nero, dice al Catholic Herald che l’ha raggiunta in questa landa fantastica e sperduta, che lei oggi è semplicemente “suor Irini, perché i cognomi non esistono per chi è monaca”. E ancora: “Ho dovuto divorziare da me stessa e dai miei fratelli e sorelle. Ho dovuto aspettare che i miei figli fossero indipendenti”.
 

Torna nell'isola greca dei sogni, si fa suora e salva il monastero: "La mia fuga dal mondo"

Il monastero restaurato

Suor Irini ha preso i voti come monaca greco-ortodossa nel 2011. Oggi trascorre le sue giornate facendo giardinaggio, dipingendo e pregando, ma accoglie sempre chi va a visitarla. Come nella tradizione degli eremiti ortodossi, infatti, il silenzio è sempre interrotto se qualcuno bussa. L’accoglienza viene prima anche nel suo monastero chiamato Agios Georgios Valsamitis. “Era vuoto e isolato, ho dovuto lavorare duramente per renderlo un paradiso”, dice. “È davvero un paradiso!”.
 
Lasciato il mare, il monastero si raggiunge inerpicandosi su strade polverose e assolate schivando capre solitarie. Il monastero si trova vicino a un antico pozzo nel quale secoli fa un oracolo prevedeva il futuro dando voce all’acqua.  Aranci, limoni, albicocchi, peschi e ulivi bevono alla stessa acqua. Così innumerevoli gatti: “Erano malati – racconta suor Irini – ma li ho curati e ora sono felici”.
 
“Ogni sabato i sacerdoti vengono a trovarmi, parliamo. È una delle mie cose preferite”, dice. I sacerdoti greco-ortodossi risiedono nel più famoso monastero dell’isola. Fondato dall’imperatore bizantino Alexius Comneus nel tardo XI secolo, Hozoviotissa si erge su una scogliera. Si dice che il Louvre abbia cercato di acquisirlo per anni senza riuscirci. Gemme e gioielli d’oro ne adornano l’altare; Rolex, smeraldi e diamanti brillano chiusi in armadi di vetro, regali lasciati da turisti spiritualmente ispirati. In un posto incantato, Suor Irini vive con poco e dice: “Tutto, amo tutto”.

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Mario Calabresi
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