Gli appalti della camorra. Sette arresti e sequestri per tre milioni di euro sono stati eseguiti nel Napoletano nell’ambito di una indagine su appalti e camorra dei carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata (Napoli) e della DDA partenopea.

L’attività investigativa avrebbe fatto luce sugli interessi della criminalità organizzata negli appalti banditi dal comune di Torre del Greco e le richieste estorsive alle imprese impegnate nei lavori pubblici. Nei confronti di uno degli arrestati è stato inoltre emesso un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e quote societarie per un valore pari a tre milioni di euro.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e concorso in estorsione con l’aggravante del metodo e delle finalità mafiose, avvalendosi della capacità di intimidazione del sodalizio camorristico tra i clan di Torre del greco Di Gioia – Papale e Falanga. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Napoli.

Sono finiti in carcere Ciro Vaccaro, 54 anni, Maurizio Garofalo, 47 anni, Luigi Papale, 57 anni, Andrea Oriunto, 33 anni, Franca Magliulo, 50 anni, Raimonda Sorrentino, 53 anni, Domenico Gaudino, 40 anni.

L’indagine coordinata dalla Dda della Procura di Napoli è scattata nel 2012, al termine dei lavori svolti dalla Commissione d’accesso al Comune di Torre del Greco che aveva passato al setaccio tutti gli atti amministrativi dell’epoca e le gare espletate. I carabinieri hanno scoperto così estorsioni ai danni di imprese edili impegnate in lavori pubblici, servizi e forniture pubbliche nel Comune di Torre del Greco: in particolare la raccolta dei rifiuti solidi urbani ed i lavori di recupero dell’edificio comunale, ex pescheria borbonica, che si trova in Largo Costantinopoli e doveva essere adibita a Comando di Polizia Municipale.

in riproduzione….

I due clan torresi si davano da fare per conoscere gli appalti deliberati e sottoporre ad estorsione le ditte aggiudicatrici. Gli inquirenti ritengono che il collante tra ditte aggiudicatrici e clan sia Ciro Vaccaro (accusato di concorso esterno in associazione mafiosa). Le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e le attività tecniche hanno permesso di accertare che tra le ditte vessate dai clan Falanga e Papale vi era la società EGO. ECO. Srl di Cassino, vincitrice della gara d’appalto sull’igiene urbana indetta nel comune di Torre del Greco nel marzo dell’anno 2012.

La ditta, già oggetto di altre indagini, è risultata essere contigua a Vaccaro che avrebbe fatto da intermediario per far assumere un esponente del clan Falanga. Il dominus delle estorsioni, stando alle indagini, è Maurizio Garofalo, esponente di rilievo del clan Papale. Parte attiva nelle estorsioni avevano inoltre le donne: Franca Magliulo, moglie del capoclan Garofalo, e Raimonda Sorrentino, amante di Garofalo (dalla cui relazione era nato un figlio che secondo gli inquirenti la legittimava ad avanzare la richiesta dei proventi estorsivi).

Le attività d’indagine hanno consentito di delineare un vero e proprio “Sistema Vaccaro” attuativo di una gestione ad personam delle gare pubbliche: Vaccaro, con il placet della malavita locale, si sarebbe accreditato come intermediario qualificato a concludere delicati accordi con alcuni imprenditori, disposti ad accollarsi una quota estorsiva pur di aggiudicarsi una gara d’appalto bandita dal Comune o per evitare di ricevere danni al cantiere. “Un pensiero per tutti quanti”, cosi testualmente riferisce nel corso di una intercettazione ambientale: la frase è alquanto significativa e racchiude in poche semplici parole il cuore del sistema. A Vaccaro sono stati sequestrati beni per tre milioni

 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml

Caffeshop