“Abbiamo bisogno di tutti, perchè dobbiamo cambiare Forza Italia: devono cambiare tutte le strutture, nazionali, regionali, provinciali, comunali: tutto. PEr questo confermo la riunione del Brancaccio il 6 luglio, è straconfermata anzi”: il governatore della Liguria, Giovanni Toti, si rivolge all’elettorato di Forza Italia, non solo agli iscritti e ai dirigenti, per la prima volta, su Facebook, dopo la sua nomina, insieme a Mara Carfagna, di coordinatore nazionale del partito fondato da Silvio Berlusconi. E il primo passo è riciclare l’anticamera di una scissione, la riunione “civica” dei suoi, al teatro Brancaccio di Roma, il 6 luglio, in una piattaforma dal basso per rinnovare il partito.

“Dobbiamo costruire la Casa di moderati italiani, dobbiamo cambiare un partito che è stato grande, Forza Italia, e che ora è in declino – dice Toti – tutti quelli che hanno la tessera di Forza Italia, e chi non l’ha più, quelli usciti dal partito, ma anche tutti gli altri, che non votano più e che si riconoscono nei moderati, vengano al teatro Brancaccio il 6 luglio”. Insomma il presidente della Regione, si incardina nel suo nuovo ruolo, rilanciando però la sua adunata moderata. Silvio Berlusconi, dopo averlo richiamato, gli ha dato in mano uno dei cursori di comando del partito affidandogli il compito proprio di contribuire a rinnovare Forza Italia.

E Toti utilizza la piattaforma del Brancaccio in un reclutamento di energie: “Faremo bene al centro destra, venite a darci una mano, venite con tante e nuove idee, abbiamo l’opportunità di un cambiamento che non può fallire, aiutateci a cambiare Forza Italia: sarà difficile e impegnativo. Ma se cambieremo Forza Italia cambieremo il centrodestra e daremo un futuro a questo Paese”, ha concluso. 


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