“Totò Rina” diventa il brand della droga. Ecco l’ultimo blitz nel Canale di Sicilia


“Totò Rina” diventa il brand della droga.  Ecco l’ultimo blitz nel Canale di Sicilia
La droga sequestrata dalla Guardia di finanza 

Pantelleria, due spagnoli e un colombiano fermati dalla Finanza su una barca a vela che trasportava 6 tonnellate di droga con il marchio del boss di Corleone


Totò Riina è ormai diventato un brand criminale di sicura garanzia. Il nome del capo dei capi, con una piccola storpiatura – Toto Rina – era impresso sugli involucri che contenevano i panetti di hashish sequestrati ieri dalla Guardia di finanza su una barca a vela al largo di Pantelleria. Su “El Canonero” sono state trovate sei tonnellate di droga che sul mercato avrebbero fruttato oltre 50 milioni di euro. Un altro sequestro importante che nasce dalla indagini del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo sulle rotte della droga nel Canale di Sicilia.

in riproduzione….

L’ultima imbarcazione fermata in collaborazione con il Comando Operativo di Pratica di Mare, il reparto Aeronavale di Palermo, lo Scico di Roma e il nucleo pef di Trapani è ancora un giallo: adesso, i finanzieri stanno esamimando la strumentazione di bordo per cercare di risalire al porto di partenza e a quello di arrivo dei corrieri della droga. Altri accertamenti sono in corso con la Direzione centrale dei servizi antidroga del ministero dell’Interno. L’imbarcazione, individuata a circa 30 chilometri a nord ovest di Pantelleria, non aveva bandiera e sigle identificative, era davvero una nave fantasma.

“Appena pochi giorni fa, abbiamo sequestrato un’altra barca a vela con 11 tonnellate di hashish – dice il colonnello Cosmo Virgilio, il comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo – l’impegno della Guardia di finanza è al massimo per provare a fermare i carichi di droga che attraversano il Mediterraneo”. Generalmente, la rotta inizia in Marocco e termina in Libia, ma nell’ultimo caso, la presenza di un corriere colombiano potrebbe prefigurare scenari di diversi. Forse, la droga sul veliero era destinata alle coste siciliane. Qualche mese fa, un’intercettazione disposta dalla procura di Palermo sorprese un emissario dei narcos che proponeva a un trafficante di Carini proprio questa soluzione: “Facciamo arrivare un veliero in Sicilia”.

01 dicembre 2018 – Aggiornato alle







SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml