ROMA – L’incubo peggiore dei tifosi della Roma è molto vicino a diventare realtà. Tre settimane dopo l’addio di Daniele De Rossi, adesso è pronto ad andarsene anche Francesco Totti, ormai in rotta con la società e sempre più convinto che la sua presenza nella Roma sia inutile. Il giorno del giudizio, quello in cui tutta la verità verrà fuori in una conferenza stampa, sarà lunedì: per ironia della sorte, lo stesso giorno in cui 18 anni fa Totti batteva il Parma all’Olimpico conquistando lo scudetto.

Nelle ultime ore ha preso quota l’ipotesi che la conferenza stampa d’addio potrebbe tenersi nella sede del Coni: un’apertura in tal senso è arrivata proprio dal presidente Giovanni Malagò, molto amico di Totti: “Se Francesco vuole fare una conferenza al Coni nessuno può impedirglielo. Noi siamo disponibili”. Mentre in città non si parla d’altro, con le radio prese d’assalto da una marea di tifosi inferociti verso la proprietà americana, la Roma si trova a fare i conti con un’altra potenziale bomba pronta ad esplodere poche settimane dopo quella sganciata da De Rossi nella sua conferenza stampa d’addio. Totti, che martedì partirà per le vacanze con la famiglia e resterà fuori almeno due settimane (non presentandosi dunque né al raduno della squadra né al ritiro di Pinzolo), ha già avvertito la società che non intende fare marcia indietro. A nulla, insomma, sono valse le rassicurazioni e gli attestati di stima arrivati ieri sera da James Pallotta. Che ha provato forse per l’ultima volta a ricucire lo strappo con l’ex capitano. “Francesco è parte integrante della nostra dirigenza sportiva, se ha bisogno di tempo, noi gli daremo tempo”, ha spiegato il presidente statunitense in un’intervista al sito ufficiale del club.

Nel tentativo di spingere Totti a tornare sui suoi passi, però, Pallotta ha voluto ribadire la centralità del suo consigliere Franco Baldini nelle strategie societarie. Ben sapendo che l’ex numero dieci ha rotto i rapporti con Baldini ormai da tempo, lo considera il vero artefice del suo addio da giocatore e perfino nella sua autobiografia non ha fatto mistero dell’incompatibilità caratteriale tra loro. Non è un mistero, inoltre, che in queste concitate ore l’unico che ha provato fino all’ultimo a far cambiare idea a Totti, provando a fargli accettare l’incarico di direttore tecnico, sia stato il Ceo Guido Fienga. L’amministratore delegato è consapevole degli effetti devastanti che potrebbero avere le dichiarazioni di Totti in un momento così complicato per la Roma, col rischio che l’addio dell’idolo più amato nella storia del club possa segnare in maniera definitiva il rapporto, già ai minimi storici, tra la piazza e la dirigenza americana. 

 


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