TRENTO. “Gli stranieri occupano giochi e panchine al parco pubblico, che disagio per le famiglie italiane” diceva la consigliera provinciale della Lega nord Trentino, Katia Rossato, nelle settimane scorse, poco dopo l’elezione. Ma la risposta le è arrivata dagli stessi bambini (italiani e stranieri) con una canzone intitolata “L’Altalena” che dopo essere stata presentata al saggio di Natale della scuola elementare (frequentata pure dal figlio della consigliera) è diventata virale su internet: “Portami via da chi mi dice che questo gioco non è per me”. Una canzone che ora a Trento – passato il Natale – è al centro di uno scontro politico, con l’assessore provinciale Mirko Bisesti (Lega) che parla di “grave strumentalizzazione dei bambini” a scopo politico e annuncia “verifiche” sul progetto avviato dalla scuola con “scopi non pedagogici”.

Apriti cielo. Dal centrosinistra arrivano le critiche dei consiglieri del Pd che lo accusano di ledere l’autonomia delle scuole e soprattutto di difendere le affermazioni razziste della consigliera: “Chi non crede nell’uguaglianza dei diritti è razzista – ha detto l’ex assessora all’istruzione Sara Ferrari, sconfitta alle elezioni di ottobre – e non si può pretendere che ora diventi razzista anche la scuola”. Anche i consiglieri del M5s (che in Trentino sono all’opposizione della giunta provinciale leghista) hanno attaccato l’assessore: “Prometteva l’autonomia alle scuole e ora fa l’ispettore solo per difendere gli scivoloni dei membri della sua maggioranza”.

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Intanto la canzone – composta dal maestro elementare Alessio Zeni – naviga con il vento in poppa sui social network dove il video dei bambini dell’Istituto Trento 6 è stato rilanciato da migliaia di persone come messaggio di auguri di Natale.

La preside Paola Pasqualin gira la polemica: “Altro che strumentalizzazione dei bambini, qui siamo di fronte a una strumentalizzazione politica da cui vogliamo restare fuori. Quello che conta per noi è che una canzone dedicata ai diritti dei bambini (inserita in un progetto più ampio approvato da tutti gli organi scolastici, in cui sono rappresentati genitori e insegnanti) abbia ricevuto così tanto successo: che cosa potremmo volere di più? Peccato che gli insegnanti coinvolti dal progetto dopo l’intervento dell’assessore Bisesti ora si sentano davvero sotto pressione”.

Intanto la consigliera della Lega, Rossato, ha raccontato di non aver trascorso un bel Natale, impegnata a cancellare messaggi di insulti dal proprio profilo Facebook. Per la Lega quello che doveva essere il Natale del presepe (questo l’invito lanciato a tutte le scuole) si è trasformato in una festa di polemiche. Restano le parole dell’Altalena: “Tienimi lontano da quel tempo in cui soltanto chi era alto e biondo poteva avere un posto in questo mondo”.
 


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Mario Calabresi
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