Lo scatto, che ha vinto il  “World press photo” nel 2014, si trova sul sito del fotografo, con l’indicazione esplicita del copyright. Il 3 gennaio è apparsa invece sul profilo Fb del contastato vicesindaco, accanto ad un lungo testo di accuse rivolte contro i sindaci decisi a non seguire Salvini e il suo pugno di ferro sulla questione sbarchi e immigrati. Con frasi del tipo…. ” La pacchia è finita e i sindaci che non rispettano le leggi votate e approvate dal Parlamento hanno solo paura di vedere il loro giocattolo che si sta rompendo”.

Nella diffida inviata al vicesindaco dall’avvocato del fotoreporter si contesta il mancato rispetto del diritto di riproduzione, dal diritto esclusivo di comunicazione al pubblico e di distribuzione, nonché di paternità morale della foto. Non è però questione solo dell’immagine, usata senza pagare e senza citarne la fonte e l’autore, ma anche come e a quali parole è stata affiancata.

Paolo Polidori si ritrova infatti accusato pure di violazione del diritto di elaborazione. Avendola messa su Facebook il vicesindaco ha permesso che fosse condivisa, altra violazione, e in ultimo ma sicuramente non meno importante secondo l’avvocato di Sestini c’è stata pure la violazione del diritto morale dell’autore a scegliere quando e come una fotografia debba o possa essere utilizzata: con quale accostamento, in che contesto, con quale didascalia, con quali contenuti, “con evidente pregiudizio al suo onore e alla sua reputazione”.
 


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