Briatore-Puglia: amore e odio. Nuova puntata della storia fra l’imprenditore e la regione regina del turismo balneare. Questa volta, dopo le polemiche degli anni scorsi per la mancata apertura della sua favolosa discoteca sulla costa di Otranto, ha finire nel mirino è Gallipoli. O meglio, la Capitaneria di porto. Ma la sostanza non cambia: in Puglia, dice in sostanza Briatore, il turismo non decollerà mai per i troppi paletti e divieti.

Che cosa è successo? La colpa di Gallipoli sarebbe quella di aver obbligato il comandante di uno yacht da sogno di 60 metri ad attraccare con la propria nave e non invece con un tender, l’imbarcazione più piccola con cui consentire ai passeggeri di scendere a riva.

Ed ecco l’anatema social di Briatore: “Robe da pazzi in Puglia! – scrive su Instagram – Come mandare via le barche con importanti turisti a bordo: questo è successo a Gallipoli. Il comandante di uno yacht di 60 metri con dodici persone facoltose ha chiesto tramite la propria agenzia marittima alla capitaneria l’accesso in porto con il tender per approvvigionamenti come succede in tutti i porti del mondo e di Italia… Tranne Gallipoli che rifiuta l’approdo del tender, intimando l’entrata dello yacht in banchina, creando un disservizio agli ospiti che hanno preso così la decisione di non permanere più a Gallipoli per due giorni ma procedendo per Otranto dove il tender ha avuto accesso al porto e gli ospiti sono rimasti due giorni godendosi l’ospitalità di Otranto”.

E citando il nuovo movimento politico che ha annunciato di voler lanciare (Movimento del fare), aggiunge: “A Gallipoli vige # MovimentodelNONFARE “.

Ma dalla capitaneria di porto di Gallipoli non ci stanno e chiariscono quanto accaduto. Spiega il comandante, Pasquale Mazza – Bisogna fare chiarezza: l’unità navale di cui parla Briatore è uno yacht commerciale, battente bandiera delle isole Cayman, con ospiti e senza il proprietario a bordo, e come tale è sottoposto a determinate norme di sicurezza. L’unica banchina del porto di Gallipoli adibita a questi controlli è quella del molo Foraneo. Non ci possono essere approdi diversi, consentiti invece alle barche da diporto puro. Mentre il comandante aveva chiesto di ormeggiare con i propri tender presso una delle darsene pescherecci”.

La normativa internazionale si applica alle imbarcazioni commerciali e a quelle ad esse collegate (in questo caso il tender). E ogni porto indica i moli adibiti alle verifiche obbligatorie. “L’agenzia marittima ha comunicato al comandante dello yacht la necessità di dirigersi al porto commerciale. – continua Mazza – Invece il comando di bordo ha preferito proseguire la propria navigazione”. 

E dove è andato il megayacht? Verso Otranto. Oggi città turistica accogliente ma già colpita da un precedente anatema di Briatore per avergli fatto rinunciare all’apertura del suo Twiga, il club di lusso importato in mezzo mondo.

A questo punto non resta che aspettare una nuova puntata della mancata love story tra l’imprenditore e la Puglia.


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