UDINE – Paura di rischiare. Per motivi diversi, chiaro. La Fiorentina, quella con Muriel e Chiesa che ha sepolto la Roma in coppa con sette gol, ha capito che il contropiede è la sua arma letale. Spazi, velocità, e fare gol non è poi così difficile. L’Udinese da parte sua non vuole osare troppo. E la ragione è evidente: servono punti ma se apri il campo a quei due arrivederci e grazie. E’ così che ne viene fuori un primo tempo congelato nel non gioco delle emozioni impossibili. No, cioè, a parte la trasparenza emotiva due momenti che brillano ci sono: prima è De Paul a inserirsi tra i centrali di Pioli ma a insistere troppo nel giocarsi addosso per uscirne fuori con un tiro sbilenco a due passi da Lafont. Poi è un colpo di testa di Pezzella su un calcio d’angolo: bella deviazione, respinta da urlo di Musso. Più o meno è tutto qui il primo tempo tra due squadre che si annullano in una noia dinamica, questo perché il campionato italiano può sempre offrire di peggio. 

ARRIVANO I GOL

Poi, nel secondo tempo, la faccenda si smuove un po’. E accade quello che, pensandoci bene, ha una sua logica: il contropiede lo fa l’Udinese, anche perché la Fiorentina prova a salire un po’ ma la lucidità è quella che è. Così la ripartenza di Pussetto passa da sinistra e il tuo tiro cross sporco arriva sulla destra a Stryger Larsen che fa uno a zero. Pioli decide di rischiare tutto. Se Simeone era entrato per Mirallas a inizio secondo tempo, Pjaca prende il posto di Gerson per trasformare il tutto in un 4-2-4 che impone alla sfida un ritmo più sostenuto, per la gioia dei tifosi della Dacia Arena, quella con la curva bianconera in sciopero in polemica coi risultati imbarazzanti della loro squadra e la pochezza di un progetto tecnico senza molto senso.

Il gol del pareggio della Fiorentina non si fa aspettare: se lo inventa Edimilson, mentre la difesa di Nicola si preoccupa di non lasciare spazi al mischione di punte buttate dentro da Pioli, lo svizzero trova un colpo da fuori area che si inbuca nell’angolo basso. La Fiorentina ci prova.  C’è un po’ di stanchezza, la terza sfida in una settimana ha i suoi effetti. Chiesa sbaglia la mira di testa da un passo, Muriel si spenge lentamente contro il suo passato remoto. Così arriva un pareggio che toglie un filo di ansia a Nicola e rispedisce Pioli tra i suoi amati pareggi.

Udinese-Fiorentina 1-1 (0-0)
UDINESE (3-5-2): Musso, De Maio, Troost-Ekong, Nuytinck, Stryger Larsen, Behrami, Mandragora, Fofana, D’Alessandro, De Paul (29’st Okaka), Pussetto (39’st Lasagna) (27 Perisan, 88 Nicolas, 4 Opoku, 13 Ingelsson, 14 Micin, 18 Ter Avest, 24 Wilmot, 90 Zeegelaar, 91 Teodorczyk). All. Nicola
FIORENTINA (4-3-3): Lafont, Laurini (38′ st Ceccherini), Pezzella, Milenkovic, Biraghi, Gerson (14′ st Pjaca), Edimilson, Veretout, Chiesa, Mirallas (1′ st Simeone), Muriel (23 Terracciano, 33 Brancolini, 5, 6 Noorgard, 14 Dabo, 16 Hancko, 27 Graiciar). All. Pioli
Arbitro: Orsato di Schio
Reti: nel st 10′ Stryger Larsen, 20′ Edimilson
Recupero: 1′ e 3′
Ammoniti: Milenkovic, Mandragora, Laurini, Gerson, Behrami per gioco falloso; Pussetto per proteste Spettatori: 15 mila.


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Mario Calabresi
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